Cambridge Analytica annuncia la chiusura dopo lo scandalo Facebook

Cambridge Analytica, la società al centro dello scandalo sulla violazione della privacy che ha coinvolto anche Facebook, ha annunciato che chiude, sospendendo «immediatamente tutte le operazioni». Con un comunicato la società, che era nata nel 2013, come una propaggine del Scl Group, ha reso noto anche di aver avviato le procedure di insolvenza in Gran Bretagna e quelle per dichiarare bancarotta negli Stati Uniti. La società è nelle bufera da quando è stato riportato che aveva sottratto in modo improprio i profili personali di 50 utenti di Facebook americani, ed almeno un milione di profili di cittadini britannici. Nel comunicato Cambridge Analytica nega di aver commesso alcun illecito, ma afferma che la campagna stampa negativa la ha costretta ad interrompere le sue operazioni.

finanziare la nascita di Cambridge Analytica è stato, con 15 milioni di dollari, Robert Mercer, miliardario e grande finanziatore della destra Usa, fino a pochi mesi fa mecenate delle iniziative, il sito Breitbart in testa, di Steve Bannon, il guru dell'estrema destra sovranista Usa. E Bannon è stato membro del consiglio d'amministrazione della società dal 2014 a quando, nell'estate del 2016, ha assunto il ruolo ufficiale di presidente della campagna di Trump, passando poi, dopo la vittoria, alla Casa Bianca come stratega fino allo strappo dell'estate scorsa. A far scoppiare lo scandalo sono state le rilevazioni di Christopher Wylie, ex programmatore della società, che ha mostrato come i dati sottratti agli utenti di Facebook, attraverso una app sviluppata dal ricercatore Aleksandr Kogan, fossero usati in software che analizzavano i profili degli elettori ai quali venivano inviata, sempre sui social, campagna elettorale personalizzata. Un sistema che Wylie ha definito «una macchina di propaganda a servizio completo».

 
Giovedì 3 Maggio 2018, 09:33 - Ultimo aggiornamento: 03-05-2018 17:08
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