Instagram blocca la piattaforma per gli under 13: accertati danni alla salute mentale dei minori

Martedì 28 Settembre 2021 di Raffaele D'Ettorre
Instagram blocca la piattaforma per gli under 13: accertati danni alla salute mentale dei minori

Sospeso Instagram Kids, il progetto destinato ai minori di 13 anni che già dal suo annuncio qualche mese fa aveva sollevato più di una polemica da parte di associazioni ed esperti. A renderlo noto in un post ufficiale è Adam Mosseri, responsabile della piattaforma social, che precisa come questa pausa darà all'azienda il tempo necessario per «lavorare con genitori, esperti, responsabili politici e regolatori, per ascoltare le loro preoccupazioni e dimostrare così il valore e l'importanza di questo progetto».

Lockdown e Dad, «ragazzi vampiri» attaccati al web: il fenomeno che potrebbe diventare dipendenza


L'ANNUNCIO DOPO LE POLEMICHE
L'annuncio arriva in coda alla bufera sollevata lo scorso 14 settembre dal Wall Street Journal, che ha accusato Facebook (che ha acquistato Instagram nel 2012) di essere già a conoscenza dei problemi di salute mentale che un uso eccessivo di Instagram avrebbe provocato negli adolescenti, specie nelle ragazze, così come emerso da una ricerca interna. Pronta la risposta di Pratiti Raychoudhury, Capo della Sezione di Ricerca di Facebook, che incolpa il Journal di faziosità, sottolineando come i soggetti fossero chiamati ad esprimersi su 12 problematiche relative al benessere personale e che solo quella relativa alla percezione del proprio corpo avrebbe dato risultati negativi. L'azienda ha subito annunciato una stretta sugli strumenti di controllo genitoriale, tra cui la scelta di rendere l'account privato come impostazione predefinita per i più giovani o l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale per stimare l'età delle persone iscritte. Mosseri ha inoltre sottolineato come sia TikTok che YouTube abbiano già una versione delle loro app pensata appositamente per i minori. Il parallelismo con TikTok non è casuale, dato che oggi è una delle piattaforme più popolari tra i giovanissimi (ha da poco superato il miliardo di utenti), ma è altrettanto vero che il Garante per la privacy lo scorso maggio ha vietato l'accesso al social network cinese a tutti gli under 13, considerati incapaci di gestirlo. E il nocciolo della controversia è lo stesso anche per Instagram, da sempre vietato ai minori di 13 anni: crearne una versione moderata potrebbe sembrare ai meno smaliziati un tentativo da parte dell'azienda di Menlo Park di attrarre e legittimare utenti che per legge non potrebbero interagirvi. Mosseri contrattacca anche su questo punto, precisando che sarebbe meglio per i genitori avere tra le mani una versione di Instagram progettata per i loro figli piuttosto che fare affidamento sulla capacità di un algoritmo di verificare l'età degli iscritti.


I BISOGNI DEI BAMBINI
Una riflessione che presuppone quello che non vorremmo sentirci dire, e cioè che gli under 13 che spesso di tecnologia capiscono più dei genitori - già riescono ad accedere tranquillamente a quei social, in barba ad ogni disposizione normativa. Ed è proprio questo vuoto che Instagram Kids si proporrebbe di colmare, accorrendo in soccorso di genitori distratti e algoritmi non sempre efficientissimi. Di diverso avviso invece Rosanna Milone, esperta in diritti dei minori e Responsabile dei Progetti presso la Fondazione Carolina, la Onlus che si occupa di prevenzione, formazione e supporto nell'ambito della sicurezza digitale dei minori. «La risposta all'uso distorto della rete non può partire dal digitale», spiega Milone al Messaggero
, «bensì dal recupero delle relazioni autentiche, dalla conoscenza delle proprie emozioni e dal rispetto dei sentimenti altrui». Già quando uscirono le prime indiscrezioni su Instagram Kids il Segretario generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi, precisò che «i bambini non sono piccoli adulti, ma semplicemente bambini». Un concetto che, secondo Milone, va al di là della questione sicurezza, ma che riguarda piuttosto i comportamenti, i linguaggi e i sentimenti che i ragazzi assimilano in rete. «I bambini avranno tutto il tempo per abitare il web», conclude, «ma prima che possano condividere qualcosa sarebbe meglio se cominciassero a vivere la bellezza e la spensieratezza della loro età. Con meno pressioni possibili».

 

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA