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Oppo nel campo dell’imaging
apre nuove frontiere allo sviluppo

Martedì 31 Maggio 2022 di Guglielmo Sbano
Oppo nel campo dell’imaging apre nuove frontiere allo sviluppo

Oltre dieci anni di ricerca e sviluppo sui sistemi di fotografia mobile hanno consentito ad Oppo di essere di essere un marchio leader in questo settore. Tutto è iniziato con degli esperimenti sugli algoritmi di visione computerizzata, abbandonando il modello tradizionale per capire come dovrebbe "pensare" la fotocamera di uno smartphone.

Il 2014 ha visto l’introduzione sul mercato della tecnologia pixel binning, grazie alla quale il segnale raccolto da più pixel viene combinato per ottenere immagini migliori, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Parallelamente, una tecnica di demosaico viene utilizzata per migliorare la nitidezza delle fotografie scattate durante il giorno. Dal 2014 al 2018 abbiamo invece assistito all'ascesa dell'OIS (stabilizzazione ottica dell’immagine) e della fotografia computazionale, che rendono non solo possibile ma anche facile l'acquisizione di foto notturne che risultino nitide e dai colori vivaci.

Find X5 Pro, il flagship di Oppo raccoglie tutte queste conoscenze acquisiste nel tempo e le porta al livello successivo, con un'attenzione particolare ai video girati in condizioni di scarsa luminosità, dove ogni fotogramma deve riportare dettagli, nitidezza e gamma dinamica paragonabili a una foto scattata in modalità notturna. 

Tuttavia, per arrivare a questo punto, Oppo ha dovuto porre rimedio a un ostacolo riscontrato intorno al 2019, quando tecniche come la riduzione avanzata del rumore grazie all’intelligenza artificiale, gli scatti notturni con multi-esposizione e il riconoscimento dei volti causavano un notevole aumento del consumo energetico. La soluzione è nella fotografia computazionale e in Oppo si chiama MariSilicon X, il primo NPU (Neural Processing Unit) per l’imaging all'avanguardia proprietario, che sblocca la potenza di elaborazione necessaria alle capacità di imaging di nuova generazione.

La fotografia computazionale rappresenta, infatti, la nuova sfida del mercato degli smartphone. Negli ultimi quattro anni Oppo ha fatto passi da gigante in questo settore, basti pensare che Find X5 Pro è in grado di generare 30 o 60 immagini al secondo per la registrazione di un video, gestendo fino a 3 miliardi di pixel di informazioni al secondo a fronte dei dispositivi tradizionali che possono impiegare fino a diversi secondi per catturare e raccogliere i dati di una singola immagine fissa.

La modalità 4K Ultra Night Video, garantendo una gamma dinamica e dettagli paragonabili alle foto scattate in notturna, che consentono di ripristinare le gradazioni di colore che spesso si perdono quando si scatta o si registra in condizioni di scarsa illuminazione.

La modalità 4K Ultra Night Video, che consente di scattare anche in condizioni di assenza di luce, impiega infatti una combinazione di AINR (Artificial Intelligence Noise Reduction) e 3DNR (Dimensional Noise Reduction), per massimizzare i dettagli e la gamma dinamica dei video. Il 3DNR va oltre le tecniche tradizionali, confrontando i fotogrammi per ricostruire al meglio il movimento del mondo reale. MariSilicon X è solo uno degli elementi chiave che compongono il sistema di imaging avanzato di Oppo; nel caso di Find X5 Pro, la fotocamera grandangolare dispone di un sistema di stabilizzazione a cinque assi, unico nel suo genere, che migliora ad ogni utilizzo per contrastare il tremolio, ridurre il rumore e rendere le scene più nitide.

Find X5 Pro è l’esempio, dunque, del salto generazionale hardware e software delle fotocamere per smartphone ed apre la strada a nuove logiche nello sviluppo di questi sistemi.  

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