Samsung partecipa all’innovazione tecnologica del nostro Paese e festeggia i suoi 30 anni di presenza in Italia

Giovedì 18 Novembre 2021 di Guglielmo Sbano
Samsung partecipa all’innovazione tecnologica del nostro Paese e festeggia i suoi 30 anni di presenza in Italia

Samsung ha celebrato ieri i suoi 30 anni di presenza in Italia, confermando l’impegno a sostenere l’innovazione digitale del nostro Paese. Nell’occasione, il colosso tecnologico sud coreano ha rilasciato i dati di una ricerca condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano, con la quale vengono delineate le macro-tendenze e gli scenari digitali del futuro connessi alle aspettative degli italiani nei confronti delle aziende tecnologiche e delle loro future innovazioni.

Tecnologia come facilitatore per la qualità di vita delle persone e come mezzo prezioso per migliorare il mondo in cui viviamo. Questo il grande potenziale che gli italiani attribuiscono all’innovazione, sempre più incentrata sull’uomo, capace di supportare e spingere il progresso sociale. I macro-trend emersi dalla ricerca - sviluppo sostenibile, miglioramento della qualità della vita (“Better living for longer”) e remotizzazione - hanno evidenziato chiaramente la percezione nei confronti della tecnologia, a cui si riconosce un ruolo fondamentale per affrontare le sfide dei nostri tempi. Nello specifico, dal camione intervistato, emerge quanto sia cruciale l’attenzione che le aziende tecnologiche ripongono sul tema della sostenibilità, seguita dalla formazione e dall’accesso alla tecnologia. Il 62% considera che il digitale possa contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale, il 49% lo reputa motore di progresso sociale e il 47% strumento per la riduzione delle disuguaglianze.

La Smart Home è il luogo da dove partire per ridurre l’impatto sull’ambiente: il 54% delle persone ascoltate associa la casa intelligente alla possibilità di controllare e ridurre i consumi, il 37% ritiene che grazie ad una casa connessa, sia possibile rendere la propria vita domestica più sostenibile. A questo riguardo, il 48% degli intervistati pensa che la Smart City debba rispecchiare l’idea di un luogo sostenibile, nel pieno rispetto del pianeta e delle esigenze del singolo. Il mondo dell’istruzione non è esente da questo cambiamento, in quanto le tecnologie moderne stanno poratando la didattica attuale verso un approccio più ibrido. L’87% degli intervistati è fiducioso che questo avverrà ed auspica scenari didattici futuri dove, ad esempio,  la realtà aumentata possa consentire di seguire lezioni in aula o da remoto completamente immersive e interattive.

Lo studio mette altresí in luce come le nuove tecnologie siano sempre più associate al miglioramento delle aspettative di vita attraverso strumenti per monitorare il benessere fisico, la salute e la sicurezza personale. Tra i possibili scenari derivanti da una sempre più pervasiva connettività, la diffusione di dispositivi per la salute risulta essere infatti il più interessante per il 58% degli italiani, mentre la sicurezza è una delle principali caratteristiche cercate dagli intervistati nella casa del futuro, lo afferma il 46% del campione. Non è tutto: la sicurezza si conferma fra le tematiche più sentite dagli italiani anche nel contesto cittadino: in una smart city, la presenza di tecnologie per il monitoraggio di situazioni di pericolo e di telecamere intelligenti per il rilevamento di situazioni pericolose sono ritenute interessanti da rispettivamente l’81% e il 76% degli intervistati.

La remotizzazione, ovvero lo svolgimento di operazioni e attività a distanza, è l’altro tema su cui le persone intervistate sono state chiamate a fornire un’opinione. Se prima della pandemia questa tendenza riguardava prevalentemente il mondo dell’impresa, ora il concetto si è esteso a qualunque ambito della nostra vita, grazie anche a una migliore connettività che consente una maggiore diffusione di servizi smart sia nelle case sia in città. In tema di 5G per esempio, smart city e dispositivi per il monitoraggio dello stato di salute sono gli scenari più interessati  alla diffusione di questo nuovo standard. In particolare, il 37% degli intervistati associa i benefici del 5G allo smart working mentre il 32% alla realizzazione effettiva di una smart home. Remotizzazione è un concetto che sempre più spesso ora è associato alla casa intelligente e, secondo il 65% degli intervistati, la tecnologia attuale è già in grado o lo sarà entro i prossimi 5 anni di rendere un’abitazione totalmente autonoma e domotica.

In questo scenario, diventa cruciale il ruolo delle aziende tech nel farsi promotrici del cambiamento e accompagnare le persone verso il futuro. La ricerca evidenzia le aspettative degli italiani in questo senso: per migliorare la qualità della vita e il nostro futuro viene ritenuto necessario che le aziende tecnologiche mettano al centro della propria strategia la sostenibilità, la formazione e una maggiore accessibilità della tecnologia affinché sia davvero alla portata di tutti.

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