Sea of Solitude, il videogioco che racconta la solitudine al tempo della pandemia

Giovedì 18 Marzo 2021
Sea of Solitude, il videogioco che racconta la solitudine al tempo della pandemia

Un mare di solitudine in cui cercare di non affondare per poter ritrovare la strada della gioia e della felicità. Ci sono videogiochi che diventano opere poetiche affrontando con poesia e coraggio i temi più scottanti dell’attualità. E spesso finiscono per essere profetici. Quello che potrebbe essere il caso più eclatante di questi mesi si chiama Sea of Solitude, è stato presentato al pubblico per la prima volta nel 2019, uscito nella versione Director’s Cut per la console Nintendo Switch, con l’obiettivo di raccontare, attraverso una fiaba contemporanea, l’incubo dell’isolamento di questi mesi di pandemia. Sea of Solitude (il cui acronimo SoS è decisamente eloquente) è un vero e proprio viaggio onirico e avventuroso che vede per protagonista una giovane donna, Kay, in lotta contro delle creature mostruose, che rappresentano in parte i traumi e le ferite di cui è punteggiata la sua vita. Kay si sveglia un mattino e si ritrova trasformata in un mostro.

 

 

Lo scenario in cui si muove, sembra quello di una città allagata ma soprattutto apparentemente deserta, che ricorda qualunque grande città europea o americana durante i mesi più duri del lockdown. Indossato il suo zaino, Kay si mette in viaggio, e a poco a poco veniamo a conoscenza del suo mondo. Procedendo nel gioco scopriamo che il viaggio, in realtà, avviene dentro la mente e l’anima della protagonista e attraverso di lei esploriamo tutta una serie di solitudini contemporanee: quella del suo fratellino, che a scuola è vittima di bullismo, oppure quella del suo ragazzo alle prese con problemi di depressione. Prodotto e distribuito dalla francese Quantic Dream e realizzato dallo studio tedesco Jo-Mei Games, sotto la direzione creativa di Cornelia Geppert, Sea of Solitude, ha raccolto l’attenzione di alcune delle principali testate americane e inglesi. Definito dal Guardian “un gioco raro e audace che affronta in maniera diretta il dramma della depressione e le sue cause” SoS è anche un viaggio denso di simbolismi dentro un tentativo di superamento del trauma della violenza. “Quando abbiamo lanciato il gioco, ha spiega la sua creatrice Cornelia Geppert, una delle più acclamate illustratrici tedesche, migliaia di fan ci hanno scritto raccontandoci le loro storie e dicendoci che non si sentivano più così soli dopo averci giocato. In molti ci hanno scritto che avevano iniziato ad andare in terapia solo perché avevano giocato a SoS e si sentivano fiduciosi di riuscire a superare i loro problemi. Ovviamente il nostro gioco non è una terapia e non intende esserlo. Siamo solo io e i miei amici che condividiamo le nostre storie attraverso la nostra arte: i videogiochi”. In occasione della sua uscita il New York Times ha parlato di SoS come parte di una tendenza crescente nell'industria dei videogiochi ad affrontare temi delicati come quello del disagio mentale dei ragazzi, come peraltro fanno sempre più spesso romanzi e serie tv. In questa nuova versione di Sea of Solitude, che sembra scritta appositamente per parlare a quanti di noi, isolati e sfiancati da mesi di reclusione forzata, vogliono ritrovare la propria forza interiore, la sceneggiatura è stata in parte riscritta rispetto all’originale e alcune scene sono state interamente ripensate per trasmettere un’esperienza narrativa ancora più coinvolgente. Sea of Solitude sarà disponibile dal prossimo 4 marzo, solo su Nintendo Switch.

Ultimo aggiornamento: 18:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA