Blackout sul web, social nel mirino:
attacco hacker contro Facebook

Lunedì 15 Aprile 2019 di Francesco Pacifico

Ieri, per tre ore, i trend topic sulla rete sono diventati #facebookdown, #instagramdown e #whatsappdown. Per tre ore - dalle 12 italiane fine alle 15 - sono andati in blackout sui server di Europa, Nord America e SudEst i social più famosi e frequentati al mondo, cioè tutti quelli controllati dalla corporation di Mark Zuckerberg. Prima un rallentamento, poi non era neppure possibile accedere via internet, indipendentemente se si era collegati con un Pc, uno smartphone o un tablet: feed non aggiornati, impossibile postare foto o inviare messaggi.

Qualcosa di simile era avvenuto un mese fa, ma per 14 ore. E allora la società parlò di un aggiornamento andato male. Finora il colosso di Menlo Park non ha ancora chiarito la causa o le cause dei disservizi di ieri, che - in teoria - potrebbe essere causato da un problema tecnico oppure da un attacco hacker. Durante il black-out Facebook ha soltanto fatto sapere di essere a conoscenza del problema. «Nel corso della giornata - ha comunicato un portavoce - alcune persone potrebbero aver riscontrato problemi di accesso alle app della famiglia Facebook. Ci scusiamo per l'inconveniente». Poi ha reso noto che tutto era tornato alla normalità.
 
Quel che è certo è che l'incidente - di qualunque natura sia stato - sarebbe costato al gruppo guidato da Mark Zuckerberg tra i 25 milioni e i 30 milioni di dollari, senza contare l'indotto garantito ai vari influencer. Sicuramente ringraziano i diretti concorrenti, tra chi come Twitter ha visto crescere il suo traffico, e chi - come Telgram - ha registrato ieri un boom inaspettato di iscrizioni, di habitué dei social, che non potevano restare offline. Durante l'ultimo blackout di Facebook, Il servizio di messaggistica fondato da Pavel Durov aveva guadagnato in poche ore 3 milioni di nuovi utenti. Spiega Raoul Chiesa, esperto di cybersecurity e primo hacker italiano: «Non mi azzardo a fare ipotesi prima di leggere le spiegazioni ufficiali fornite dall'azienda. Ma di solito, quando ci sono problemi di questa portata e in luoghi tanto lontani tra loro, non si può escludere a priori un attacco di hacker. Di solito, ma non voglio fare né dietrologie né allarmismi, le aziende high tech non ammettono mai di essere state bucate: si giustificano con un maxiaggiornamento andato male oppure con un errore di un fornitore, anche se sembrano eventi difficili per compagnie che spendono milioni e milioni per la sicurezza. Le stesse spiegazioni furono date tre anni fa andarono in tilt i principali server d'accesso alla rete. Poi si scoprì che era stato un attacco».

Tra Facebook, Whatsapp e Instagram Menlo Park ha incassato nel 2018 circa 16 miliardi di dollari, forte - soltanto il primo social - di oltre 2 miliardi di utenti. Cioè quasi un terzo di tutti gli abitanti della Terra. E questo incidente arriva in momento molto delicato per Zuckerberg. Il Geek più famoso della storia ha deciso di unificare le piattaforme dei due social e del servizio di messaggistica.

Dietro questa strategia c'è il tentativo di rendere più facile e veloce l'uso agli utenti, ottimizzare i costi e il personale, facilitare lo scambio di informazioni e quindi anche le possibilità di business, tenendo conto che in futuro dovrebbero essere lanciati servizi di pagamento sempre più profilati. Ma questo progetto non piace alla comunità degli utenti e viene visto con sospetto dalle autorità americane ed europee per gli standard di sicurezza che Menlo Park sarebbe in grado di garantire. Senza contare che qualche settimana fa alcuni fondi azionisti di Facebook avrebbero chiesto a Zuckerberg di fare un passo indietro come Ceo e di lasciare la guida a un manager esterno.

In quest'ottica ha fatto molto rumore la notizia che il fondatore dei social, che ufficialmente riceve uno stipendio simbolico di un dollaro oltre ai dividendi, costa alla sua azienda circa 22,6 milioni di dollari, spesi per la sua sicurezza e per quella della sua famiglia. Nel 2017 erano stati sufficienti 9,7 milioni di dollari.

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