Cybersicurezza, a un gruppo di giovani italiani il bronzo europeo degli hacker "etici"

Mercoledì 6 Ottobre 2021
Cybersicurezza, a un gruppo di giovani italiani il bronzo europeo degli hacker "etici"

É italiano il team di giovani hacker "etici", che ha guadagnato il terzo posto ai Campionati europei di cybersicurezza organizzati da Enisa, l'Agenzia dell'Unione europea per la cybersicurezza all'edizione 2021. Un risultato importante che, se perseguito, può aprire le porte ad una delle professioni più richieste del momento, quella degli esperti in sicurezza informatica, come dimostra anche la costituzione in Italia di un'Agenza per la cybersicurezza nazionale Ogni anno, una città diversa ospita le giornate di competizione che vedono scontrarsi, sui campi del digitale, i migliori talenti informatici. Quest'anno, la fase finale si è svolta a Praga. Al primo posto della competizione si è piazzata la Polonia, seconda la Germania.

Tra titolari e 'riserve', sono venti i componenti della squadra italiana, tra cui una ragazza, a dimostrazione di come il settore sia ancora ricco di opportunità per le donne. I giovani, di età compresa tra i 16 e i 23 anni, arrivano da varie regioni italiane; Roma, Padova, Pisa, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Parma e Torino sono infatti le città che ospitano le università da cui provengono i cinque membri senior del Team Italy e i cinque junior, che di fatto hanno affrontato la competizione. Gaspare Ferraro e Mario Polino ricoprono, rispettivamente, il ruolo di coordinatore e allenatore degli azzurri, proprio come se fossero una compagine calcistica.

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Crittografia, sicurezza web, analisi forense di computer e dispositivi mobili e sicurezza dell'hardware sono solo alcune delle competenze alle quali i giovani membri della nazionale italiana hanno dovuto fare ricorso per conquistare il bronzo della sicurezza informatica europea. «Siamo soddisfatti perché la nazionale italiana ha dato il massimo e l'impegno dei nostri ragazzi è testimoniato dal fatto che, alla chiusura delle classifiche pubbliche, l'Italia era comunque la prima squadra», commenta Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l'informatica, che ha il mandato dall'Unità Cybersecurity della Repubblica Italiana di formare il Team Cyberdefender. «Per come è concepita l'intera competizione, i cambi di classifica possono essere estremamente repentini e fino all'ultimo abbiamo trattenuto il fiato - aggiunge - Vanno i nostri complimenti alla Polonia e alla Germania: dai ragazzi di ogni Paese abbiamo la prova che il mondo sta cambiando, in modo solidale, verso una realtà che mette davvero al centro la sicurezza». È stata la prima uscita ufficiale per la formazione 2021-2022, che per prepararsi al meglio ha svolto diversi allenamenti negli spazi del campus Onu di Torino (Itcilo) nella prima metà di settembre. Il Cini organizza anche Olicyber, le Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza, interamente dedicate agli studenti degli istituti superiori di secondo grado.

Ultimo aggiornamento: 17:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA