Ransomware, i virus che prendono in ostaggio i computer: minaccia informatica. Uno su quattro paga per riavere i file

Martedì 6 Aprile 2021
Ransomware, i virus che prendono in ostaggio i computer: minaccia informatica. Uno su quattro paga per riavere i file

Se la pandemia da una parte ha insegnato alle persone ad usare meglio i computer, obbligate tra smartworking e Dad, dall'altra le ha esposte ad un'altissima minaccia informatica: i dati lasciati sul pc. Un italiano su quattro è infatti stato vittima di Ransomware, cioè virus che prendono in ostaggio il dispositivo di un utente, criptano i dati e poi chiedono alla vittima una somma di denaro per restituire il file. In pratica con la parola ramsomware viene indicata una classe di malware che rende inaccessibili i dati del computer infettati e chiede il pagamento di un riscatto, in inglese ransom, per ripristinarli. Solo un italiano su dieci è stato in grado di recuperare i dati da sé. Un tema questo che da dieci anni, il 31 marzo, si rinnova nel World Backup Day

 

 

 

 

Le percentuali secondo il Clusit

Secondo il Clusit, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, sono stati usati nel 42% degli attacchi mondiali gravi, in quasi un terzo di questi c'è stata la richiesta di denaro. Secondo una ricerca di Kaspersky condotta su 15.000 persone in tutto il mondo, il 33% degli italiani che ha subito un attacco ransomware ha dichiarato di aver perso quasi tutti i suoi dati. Indipendentemente dal fatto che abbia pagato o meno, solo l'11% delle vittime è stato in grado di ripristinare tutti i file criptati o bloccati dopo l'attacco. Il 17%, invece, ne ha persi solo alcuni mentre il 22% non è riuscito a recuperarne una quantità significativa.

 

 

Il nuovo virus che punta l'Italia

Proprio pochi giorni fa CERT-AgID, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza, ha lanciato l'allarme per un nuovo ransomware che sta prendendo di mira l'Italia: si chiama LockTheSystem e viene veicolato tramite email scritte in lingua italiana che fanno riferimento alla mancata consegna di un pacco e chiede un riscatto in bitcoin. Oltre al cybercrime che punta ad estorcere soldi, a volte basta un semplice problema di alimentazione per mandare in fumo migliaia di dati, documenti, video, foto e ricordi. Altre volte, invece, ci può essere un grande guasto come dimostra il recente incendio ad un datacenter a Strasburgo della società francese Ovh, che ha messo in pericolo i dati e l'attività online di centinaia di aziende, istituzioni e pubbliche amministrazioni. «Siamo sempre più dipendenti dalla tecnologia, la garanzia di un buon piano di backup e ripristino dei dispositivi elettronici aiuta a gestire l'imprevisto e a semplificare la nostra quotidianità, permettendoci di essere digitalmente sempre più efficienti», spiega in occasione del World Backup Day Sofia Scozzari, membro del Comitato Scientifico di Clusit e del Comitato Direttivo di Women for Security. 

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Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA