Sfide estreme e challenge virali in rete, la stretta di YouTube: stop ai video

Lunedì 4 Febbraio 2019 di Francesco Lo Dico
Non erano bastate le decine di casi di ustioni, avvelenamenti, episodi di autolesionismo e suicidi che spesso hanno coinvolto minori di ogni parte del mondo. Con colpevole ritardo, YouTube ha finalmente deciso di rimuovere dalla sua piattaforma le cosiddette challenge, sfide ad alto tasso di pericolosità e di emulazione che in questi ultimi anni hanno rovinato la vita di decine di ragazzi, spesso vittime di cattivi maestri a caccia di clic. Di fronte all'ultima alzata di ingegno che ha spopolato tra teenager e adulti, il giro di vite si è reso inevitabile, complice il nuovo film di Sandra Bullock, «Bird Box», che ha ispirato l'omonima challenge. Premiata da un grande successo di pubblico anche sui social (a mettersi in fila per il film targato Netflix, 45milioni di account), la pellicola vede l'attrice americana girare bendata in un mondo distopico nel quale chi guarda la luce del giorno viene indotto al suicidio da una misteriosa entità aliena. Ma trasferita nella realtà, la trama di un'opera del genere non poteva che fare danni.
 
Così che YouTube ha cominciato a pullulare di sfide alla cieca sempre più estreme. Le challenge funzionano infatti come le catene di sant'Antonio: chi supera una prova ne lancia un'altra a sua volta ai propri contatti, in un continuo gioco al rialzo in cui la posta in palio è costituita dai like che rimbalzano di telefonino in telefonino e suggellano la gloria conquistata con un video pubblicato su YouTube. È quello che è accaduto in men che non si dica con la Bird box challenge. C'è chi ha preso a guidare auto e moto bendato, chi ha cominciato a correre su percorsi ad ostacoli e ad attraversare la strada in skateboard con una fascia sugli occhi, chi si è tuffato da trampolini e balconi tra risolini eccitati e autentici brividi di terrore dei passanti.

Inevitabile che ci scappasse l'incidente. Un brutto incidente che ha visto un teenager dello Utah schiantarsi ad alta velocità appena una decina di giorni fa, per fortuna senza conseguenze mortali. «Prevedibile che accada una cosa del genere, se si guida bendati per partecipare alla Bird box challenge», ha twittato la polizia di Layton.

La reazione di Netflix è arrivata immediata e allibita: «Non possiamo credere di doverlo dire ma: per favore non fatevi del male con questa Bird Box Challenge». Abbastanza per mettere sull'avviso anche YouTube, pronta a sospendere la pubblicazione delle challenge sui suoi canali prima che arrivassero guai ben peggiori. «Abbiamo aggiornato le nostre linee guida esterne ha comunicato pochi giorni fa la piattaforma nell'aggiornare la sua policy - per chiarire che proibiamo le sfide che presentano un rischio di grave pericolo o morte che causano ai bambini un grave disagio emotivo».

Eppure, di bravate ad alto tasso di pericolo, sulla celebre piattaforma ne circolano parecchie ormai da molti anni. Sulla cresta dell'onda, c'era fino a poco tempo fa la Tide Pods Challenge, follia che spinge il malcapitato del momento a filmarsi mentre ingoia capsule trasparenti di detersivo per la lavatrice. Risultato? Il centro antiveleni americano, The American Association of Poison Control Centers, è stato sommerso nel 2018 da 10750 chiamate per casi di intossicazione, che hanno coinvolto persino bambini al di sotto dei cinque anni. Ma al bollettino di guerra vanno aggiunti 57 ricoveri e dieci morti per le conseguenze dell'ingestione, di cui due minori e otto anziani con demenza.

Non meno allarmante la moda del ghost pepper challenge, che ha preso piede nelle scuole americane, dove i ragazzini si sfidano a ingoiare enormi pezzi di peperoncino nei bagni. In questo caso la piccante trovata ha provocato una ventina di ricoveri, ed è costata la perforazione dell'esofago persino a un 47enne di San Francisco in vena di imprese tardo-adolescenziali. Spaventosa anche la moda assassina del Fire challenge, prova di coraggio che induce a cospargersi il corpo di benzina e a darsi fuoco per poi gettarsi in una doccia o in una piscina per salvare appena in tempo la pelle. Ad alcuni però è andata male. Tyler (nove anni) e il fratello undicenne Shaun hanno riportato gravissime ustioni a Londra. Una dodicenne americana è rimasta sfigurata. Un altro piccolo inglese citato dal Daily Mail ci ha rimesso la vita.

Letale anche la sfida del black out challenge il cui scopo è quello di provocarsi uno svenimento privandosi dell'ossigeno per qualche minuto. Negli Stati Uniti hanno smesso di respirare per sempre 82 adolescenti. Ma la macabra onda ha lambito anche l'Italia. Morto per asfissia, nonostante l'inutile tentativo di rianimarlo, un ragazzino 14enne di Tivoli che a marzo dell'anno scorso si è strangolato con un cavo della playstation. Morto a 14 anni a Milano, pochi mesi dopo, anche Igor Maj, trovato impiccato nella sua cameretta nel tentativo di emulare un video virale del black out challenge che aveva raccolto oltre un milione di visualizzazioni.

Come se non bastasse hanno spopolato in rete anche la BlueWhale che ha provocato la morte di decine di adolescenti, tra cui due italiani e un ucraino trovato impiccato nel Bosco di Capodimonte, e la Condom-Snorting Challenge che consiste nello sniffare un preservativo nuovo dal naso per poi estrarlo dalla gola con un altissimo rischio di morire soffocati.

YouTube ha promesso di rimuovere tutto. Eppure, nonostante l'annuncio, le sfide assassine continuano a circolare in molti casi indisturbate sui canali. Magari sino al prossimo incidente. Ultimo aggiornamento: 15:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA