Luna, Jeff Bezos in testa alla corsa per riportare l'uomo sul satellite

Il fondatore di Amazon in testa alla corsa per riportare l'uomo sulla Luna: i privati non vogliono assolutamente perderla. A fare da apripista era stato, in aprile, il veicolo Beresheet costruito in Israele dalla SpaceIL e oggi Jeff Bezos ha alzato il velo sul lander lunare realizzato dalla sua Blue Origin, mentre un gruppo di ricerca tedesco prevede di lanciare un rover sulla Luna.

Tutto sta accadendo a poche settimane dall'annuncio del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, di voler portare di nuovo astronauti sulla Luna per il 2024.

«Questo è Blue Moon», ha detto Bezos a Washington, presentando il suo lander davanti a un pubblico numeroso composto da rappresentanti della Nasa, ricercatori, giornalisti e ragazzi delle scuole. In metallo e con dei particolari in blu, il veicolo ha un aspetto che evoca i veicoli spaziali sognati negli anni '50, ma è decisamente proiettato nel futuro. Il suo compito, nei piani di Bezos, è portare sulla Luna un cargo e degli astronauti, il linea con la missione lunare annunciata dall'amministrazione Trump entro cinque anni. Un ritorno alla Luna che ha visto il capo della Blue Origin entusiasta fin dall'inizio.



«È la cosa giusta da fare», ha commentato vicino al suo Blue Moon e noi - ha aggiunto riferendosi alla sua azienda spaziale - possiamo aiutare a rispettare questa scadenza, ma soltanto perché abbiamo cominciato a lavorare in questa direzione tre anni fa. È tempo di tornare alla Luna e questa volta per restarci
».

Non ha invece l'ambizione di voler portare degli uomini sulla Luna, il progetto nato da una startup di giovani ricercatori berlinesi: sulla Luna avrebbero voluto portare un rover, ossia un veicolo robotico, già nel 2018, ma hanno annunciato di poterlo fare adesso con il sostegno economico della Vodafone e utilizzando un razzo di Elon Musk.

Nemmeno Israele si è arreso, dopo che il lander Beresheet non è riuscito a posarsi al suolo e ha promesso che fra due anni ritenterà l'impresa. La Luna si prepara così a diventare un luogo molto affollato perché, accanto ai privati e alla Nasa, non mancano gli annunci da parte dei governi. La Cina, per esempio, ha in programma di costruire una stazione di ricerca scientifica nel Polo Sud lunare e prevede di portarvi i suoi astronauti nell'arco di dieci anni. Per l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) la scommessa è invece tornare sulla Luna unendo le forze di più Paesi.


«La Luna non è proprietà di un solo Paese, ma una piattaforma aperta», ha detto recentemente il direttore generale dell'Esa, Jan Woerner.
Sabato 11 Maggio 2019, 01:16 - Ultimo aggiornamento: 11-05-2019 01:28
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