Auto, la guida autonoma punta sulla strada

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Nicola Desiderio
Auto, la guida autonoma punta sulla strada

La guida autonoma cresce come un bambino: per ora ha bisogno ancora delle mani dei genitori – ovvero dei guidatori – ma è pronta per lasciarle e diventare autonoma davvero.

Quella infatti che troviamo ora sulle nuove automobili è guida assistita o parzialmente autonoma secondo una scala che, codificata dalla SAE (Society of Automotive Engineers), identifica 6 livelli (da 0 a 5). Le auto che guidiamo attualmente offrono il livello 2 perché la legge non permette di andare oltre, ma alcune permetterebbero già il livello 3 (guida senza mani in determinati contesti o situazioni) o 4 (guida completamente automatizzata con la possibilità di intervenire da parte del guidatore). Questo perché sono già dotate di sensori (radar, lidar e telecamere e ultrasonici) e di sistemi di elaborazione molto potenti e suscettibili di essere aggiornati per liberare funzioni sempre nuove.

CAPACITÀ DI DIALOGO

Il tutto insieme alla cartografia in cloud e alla connessione continua sia con le altre vetture sia con l’infrastruttura stradale. L’Audi A8 fu la prima nel 2018 a dichiararsi capace di raggiungere il livello 3 (fino a 60 km/h) e il gruppo Volkswagen condivide con Ford lo sviluppo in questo campo con la start-up Argo AI. La Hyundai Nexo ad idrogeno sarebbe già pronta per il livello 4. La Mercedes EQS è però la prima automobile in Europa ad aver ricevuto l’autorizzazione (ma solo per alcuni tratti in Germania), ai sensi della norma UN-R157, a permettere al proprio guidatore di togliere le mani dal volante in determinate condizioni e fare cose invece vietate dal codice come consultare lo smartphone. Anche la nuova Serie 7 di BMW (con la quale Stellantis condividerà i sistemi di guida autonoma) avrà nel 2023 il livello 3, intanto la nuova iX ha già un computer dedicato 20 volte più potente delle altre BMW il cui software potrà essere aggiornato over-the-air.

SOSTANZIOSO HARDWARE

La prima casa ad avere adottato questa modalità è stata Tesla la quale ha fatto sapere recentemente che sarà pronta per il livello 4 entro il 2022. Tutti i costruttori seguono ormai la strada di un hardware “abbondante” e di un software pronto ad adeguarsi senza bisogno di passaggi in officina offrendo nel frattempo funzioni di guida autonoma utilizzabili in contesti controllati. Sono infatti sempre di più i modelli che, all’interno di garage attrezzati, possono essere lasciati all’ingresso: sono loro a cercare da soli il posteggio libero e a presentarsi nello stesso punto quando è il momento di andare. Altri sono in grado di essere manovrati dall’esterno con chiave o smartphone e addirittura di imparare la manovra per entrare nel giardino o nel box di casa. General Motors ha pronto il suo Ultra Cruise e, con la joint-venture Cruise insieme ad Honda, punta ad avere in commercio veicoli di livello 5, privi di volante e pedali, entro il 2025. Più cauta la Toyota: i veicoli completamente autonomi riguarderanno solo contesti controllati, per la vita di tutti i giorni il guidatore vorrà ancora il piacere di guida con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e la possibilità di togliere le mani dal volante in situazioni noiose come il traffico e i lunghi viaggi. La guida autonoma suscita anche tematiche etiche e giuridiche: se il guidatore non guida, di chi è la responsabilità in caso di incidente? Secondo Volvo è della macchina e con questa filosofia sta sviluppando sulle strade della California il suo nuovo sistema Ride Pilot che vedremo su un nuovo grande suv elettrico nel 2023. 

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA