Renovit, 2.600 progetti e 200 cantieri in corso: riqualifica gli edifici per abbattere la dispersione di CO2

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Francesco Bisozzi
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Una nuova sfida green per Renovit. La piattaforma nata per promuovere l’efficienza energetica di condomini, aziende e pubbliche amministrazioni, controllata da Snam e Cdp, curerà la riqualificazione energetica dello stabilimento di Cassino, in provincia di Frosinone, della multinazionale del settore cartario Wepa. Il progetto riguarda la realizzazione di una centrale di trigenerazione ad alto rendimento, abbinata a una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento a servizio delle utenze esterne al perimetro della cartiera. La centrale, con una produzione prevista di circa 48 milioni di KWh all’anno, consentirà di azzerare i prelievi dalla rete. Non solo: nell’ambito del progetto vedrà la luce una smart community con la vicina università di Cassino, tra i promotori dell’iniziativa. Per Snam, insomma, lo sviluppo sostenibile non fa rima solo con biometano, idrogeno e mobilità a basse emissioni, ma passa anche dall’efficientamento energetico degli edifici che oggi può contare su uno strumento come il superbonus del 110 per cento, tra gli incentivi più richiesti del momento.

 

 

GLI INTERVENTI

Renovit è uno dei player più importanti in ambito residenziale. Oggi la società sta gestendo circa 2.600 progetti in Italia, con 200 cantieri in corso e quasi 120 conclusi, facendo leva su una partnership consolidata con gli operatori sul territorio e su un solido sistema di controllo qualità. Un esempio: il rinnovamento di un grande complesso edilizio (oltre 30mila metri quadri per circa 300 unità immobiliari) effettuato a Torino. In questo caso l’edificio, realizzato sul finire degli anni Sessanta, è stato valorizzato con la posa di una facciata ventilata, l’isolamento termo-acustico delle pareti, l’installazione di un impianto fotovoltaico e di colonnine elettriche per la ricarica degli autoveicoli, la sostituzione dell’illuminazione e l’efficientamento della centrale termica. Il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici è responsabile del 40 per cento dei consumi energetici e del 36 per cento delle emissioni di CO2 degli Stati membri della Ue, mentre a livello italiano genera il 50 per cento delle emissioni annue di Pm10 e di monossido di carbonio. Renovit, che ha raccolto l’esperienza nel settore dell’efficientamento energetico maturata da Snam4Efficiency, con i suoi progetti ha già permesso di evitare l’emissione di oltre 12 mila tonnellate di CO2, ovvero è come se avesse piantato più di 600mila alberi. Molto attiva anche nella Pubblica amministrazione, grazie a un accordo di cooperazione commerciale con Cdp, che da 170 anni opera a supporto degli enti locali, ha appena finito d’installare per la Provincia di Brescia più di 11 mila punti luce ad alto risparmio energetico lungo 32 chilometri di gallerie e 65 svincoli. Un’operazione che si traduce in 1.500 tonnellate di CO2 in meno nell’atmosfera ogni anno. Ma questo è solo l’inizio. Snam, che nel piano strategico 2020-2024 ha previsto d’investire oltre 700 milioni di euro nei nuovi business della transizione energetica, spinge dunque sempre di più sull’efficientamento energetico degli edifici.

GLI OBIETTIVI

Con Renovit, il gruppo guidato da Marco Alverà s’impegna a contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica al 2030 e alla decarbonizzazione del sistema economico. Oggi, infatti, l’85 per cento degli edifici italiani risulta  antecedente alla prima legge sull’efficienza energetica, datata 1991. Risultato? Le abitazioni degli italiani sono al secondo posto in Europa per dispersione termica. La riqualificazione energetica profonda di un condominio consente di ridurre i consumi energetici della metà e di aumentare il valore dell’immobile fino al 15 per cento. Ma permette anche di migliorare il comfort degli ambienti, diminuendo gli sbalzi termici, oltre ovviamente a incrementare la sicurezza dell’immobile.

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L'ATTIVITA'

1) Il fabbisogno della cartiera coperto in autonomia

A Cassino, in provincia di Frosinone, Renovit realizzerà una centrale di trigenerazione ad alto rendimento per uno stabilimento della cartiera Wepa. Con una potenza di 7 Mw e una produzione di circa 48 milioni di KWh all’anno, la centrale genererà energia elettrica, vapore e acqua calda. L’obiettivo è coprire l’intero fabbisogno di vapore ed energia elettrica dell’impianto. Alimenterà anche i sistemi di riscaldamento e raffrescamento della vicina Università.

2) A Salanetti 5mila moduli per l'impianto solare sul tetto

A Salanetti, vicino a Lucca, la piattaforma si occuperà della valorizzazione energetica di un altro stabilimento della cartiera Wepa. È prevista l’installazione di un impianto solare sul tetto dell’edificio principale del sito produttivo. Con circa 5mila moduli, distribuiti su una superficie di 11mila metri quadri, l’impianto fotovoltaico che Renovit si accinge a realizzare coprirà un quarto del fabbisogno energetico della fabbrica.

3) Brescia, il gruppo dell'automotive con mille tonnellate di CO2 in meno

In provincia di Brescia Renovit ha installato un impianto fotovoltaico di grande taglia per un’azienda attiva nella trasformazione di metalli ad alto contenuto tecnologico per il mercato automotive. Il cliente adesso può auto-consumare oltre l’85 per cento dell’energia prodotta dall’impianto, evitando l’emissione in atmosfera di quasi mille tonnellate di CO2 l’anno. L’intervento corrisponde a 50 alberi piantati. 

4) L'illuminazione ad alto risparmio su strade e gallerie

Renovit contribuisce anche allo sviluppo sostenibile della pubblica amministrazione. L’illuminazione nelle gallerie della Provincia di Brescia ne è un esempio: la piattaforma di Snam e Cdp ha installato più di 11mila punti luce ad alto risparmio energetico lungo 32 chilometri di strada e per 65 svincoli. Sottoscritta una convenzione della durata di 20 anni che prevede anche la manutenzione e il pronto intervento in caso di guasti.

Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 15:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA