Gennaro Esposito, un nome un destino: se il napoletano per eccellenza diventa digitale

Napoli non esporta “soltanto” pizzaioli, chef e cantanti. Ma anche manager digitali

Gennaro Esposito
Gennaro Esposito
di Luca Marfé
Sabato 2 Marzo 2024, 16:08 - Ultimo agg. 3 Marzo, 07:36
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Gennaro Esposito, un nome un destino, una sorta di napoletano per eccellenza. E che eccellenza.

Napoli, infatti, non esporta soltanto (“soltanto” con tanto di virgolette e con tutto il rispetto) pizzaioli, chef e cantanti, “pizze e mandolini”, insomma. Ma anche manager digitali.

51 anni, radici fiere di Quartieri Spagnoli, oggi Bruxelles, moglie belga, figli nati a Napoli e poi trasferiti nella capitale d’Europa.

«Perché Bruxelles? Perché ero di passaggio qui in città e mi sono reso conto che il caffè era una… ciofeca».

Era il 2014, da qui il guizzo di esportare l’autentico espresso napoletano e il progetto Caffè Torre, poi Caffè Toraldo. L’obiettivo? Le istituzioni dell’Unione Europea, centinaia e centinaia di uffici, di locali, di ristoranti, di bar, senza contare la perenne folla di turisti.

Offrire il meglio di Napoli nel bel mezzo di un vuoto evidente, e poi rilanciare ancora:

«Perché solo il caffè? Questa è la seconda domanda che mi sono posto, e così è nata “DOP, Di Origine Partenopea”!», sorride fiero Gennaro.

Al di là del gioco di parole, e all’ombra di un logo fatto di sole e mare, tutto, tutti i prodotti più freschi: latticini, salumi, verdure. Le eccellenze, non solo di Napoli ma della Campania tutta, dal nostro territorio fino alla porta del cliente a Bruxelles. Con un ulteriore valore aggiunto che riguarda il lavoro, nota non da poco, specie di questi tempi: zero logistica in Belgio, tutto l’impianto, e dunque i posti di lavoro appunto, in Campania, e doppia ciliegina sulla torta: più napoletano di così non si può. E costi bassissimi, come praticamente nessuno a Bruxelles.

Un colpo di genio logistico, cui in parallelo si affianca un gioiello di tecnologia, di app attraverso la quale ciascun cliente è in grado di operare in piena autonomia, di continua innovazione perché sì: i “Gennaro Esposito” di oggi sono anche manager digitali, imprenditori votati non “soltanto” al successo, ma anche e soprattutto al futuro.
Futuro di una città che, all’ombra del Vesuvio ma anche lontano da casa, sogna sempre più in grande.

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