Quantum Computing, i fondi pubblici possono trainare l’accelerazione

«Grazie al Pnrr, l’Italia ha mostrato segnali incoraggianti di attenzione verso la rivoluzione quantistica»

Quantum Computing, i fondi pubblici possono trainare l accelerazione
Quantum Computing, i fondi pubblici possono trainare l’accelerazione
di Guglielmo Sbano
Sabato 25 Novembre 2023, 10:00
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Grazie all’iniezione di fondi derivanti dal Pnrr e al crescente interesse nel mondo privato da parte di alcune grandi aziende, l’Italia muove finalmente i primi passi verso la creazione di un ecosistema nazionale sul Quantum Computing. Nonostante i primi segnali positivi, però, i fondi stanziati dal Governo italiano per investire in tecnologie quantistiche si rivelano ancora inadeguati e, al netto di alcuni casi, la maggior parte delle aziende del Paese stanzia budget residuali (tra i 50.000 e i 150.000 euro), senza una strategia di medio-lungo termine. Queste alcune delle evidenze presentate dall’Osservatorio Quantum Computing & Communication, giunto alla sua terza edizione, durante il convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano intitolato “Quantum Revolution: Italy, are you (getting) ready?”. In Italia, nel 2023, l’investimento privato nel Quantum Computing è ancora modesto, inferiore a 6 milioni di euro, e, a livello globale, il mercato del Quantum Computing nell’anno in corso è ancora modesto. La tecnologia è in una fase prototipale in cui sono i fondi governativi a trainare lo sviluppo di ecosistemi competitivi. 

Fonte: Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano 

Focalizzando l’attenzione a ciò che accade a livello internazionale, i dati evidenziano che la filiera del Quantum Computing nel mondo è emergente ma in crescita. È stato fotografato, infatti, il mercato dell’offerta guardando ad aziende, start-up e scale-up attivi nel campo del Quantum Computing lungo tutto lo stack tecnologico: dall’hardware e le sue componenti abilitanti, alle piattaforme di sviluppo e agli ambienti middleware, fino al software e agli algoritmi.

Sono stati identificati 250 attori, il 70% dei quali rappresenta nuove iniziative imprenditoriali, nate proprio in questo mercato e oggi a diversi livelli di sviluppo. Il 56% di questi nuovi business è stato finanziato nel corso degli ultimi 5 anni per un totale di 4,6 miliardi di dollari, di cui 1,2 stanziati dal 2022. Anche in questo caso, i finanziamenti sono piuttosto concentrati: si stanno consolidando alcuni scale-up particolarmente attrattivi, specialmente quelli dedicati sullo sviluppo di hardware quantistico, in grado di raccogliere diverse centinaia di milioni di dollari. Dal punto di vista della domanda, diverse grandi aziende leader in numerosi settori stanno investendo in queste tecnologie: crescono gli annunci di progetti di sperimentazione sul Quantum Computing, per un totale di 151 progetti (+50% negli ultimi due anni) realizzati da 108 aziende. Tra i settori più prolifici per numero di progetti troviamo quello finanziario, il chimico-farmaceutico, l’automobilistico e quello energetico. 

Fonte: Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano 

Entrando, invece, nel merito degli investimenti pubblici italiani, è possibile identificare due iniziative. La prima è il Centro Nazionale Hpc, Big Data e Quantum Computing (budget totale di 320 milioni di euro, di cui 30 dedicati a uno Spoke sulla computazione quantistica), che ha l’obiettivo di promuovere la creazione di una rete di collaborazione tra centri di ricerca, università e aziende. La seconda è il partenariato esteso Nqsti - National Quantum Science and Technology Institute - che ha l’obiettivo di promuovere attività di ricerca fondamentale competitiva nella Quantum Science (budget totale di 116 milioni di euro, di cui circa 8 in uno Spoke su Information Processing & Communication). Nonostante si tratti di un importante punto di partenza, i fondi governativi sulle tecnologie quantistiche nel nostro Paese sono ancora insufficienti: sono stati stanziati oltre 140 milioni di euro su un orizzonte di 3 anni, mentre altri Paesi hanno allocato miliardi di euro su 5-10 anni, come ad esempio la Germania con oltre 3 miliardi in diverse iniziative tra il 2018 e il 2028. Il ritardo accumulato, porta oggi il Paese a detenere una filiera dell’offerta nazionale embrionale rispetto a quanto accade in altri Paesi europei: sono poche le start-up nazionali in ambito Quantum Computing in uno scenario attualmente dominato da aziende internazionali e grandi società di consulenza.

Fonte: Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano 

Nel 2023, il panorama delle grandi aziende italiane mostra che il 24% di esse ha avviato i primi passi nel percorso di Quantum Readiness: l’11% solo a scopo informativo, attraverso iniziative di disseminazione e qualche relazione di ecosistema; un ulteriore 12% in modo più concreto, avviando anche una sperimentazione; solo l’1% è definibile Quantum Pioneer, ovvero sta lavorando in modo organico con un impegno aziendale di lungo termine. All’interno di quel 76% di aziende che non hanno ancora avviato un percorso di Quantum Readiness invece, è presente un 7% di imprese che detiene tutte le caratteristiche abilitanti per l’innovazione tecnologica ma decide in questo ambito di avere un approccio attendista. La restante parte è invece ancora in una fase di trasformazione organizzativa che rende il Quantum Computing difficile da inserire tra le priorità di lavoro. 

«Grazie al Pnrr, l’Italia ha mostrato segnali incoraggianti di attenzione verso la rivoluzione quantistica. Nonostante si sia partiti in ritardo rispetto ad altri Paesi europei e di oltreoceano, questi investimenti ci permetteranno di fare passi da gigante nel tentativo di colmare il gap tecnologico», ha affermato Paolo Cremonesi, responsabile scientifico dell’Osservatorio Quantum Computing & Communication e docente del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Le università italiane sono già partite con diversi percorsi di studio specialisti sul tema e nel giro di qualche anno immetteranno sul mercato del lavoro giovani talenti che, senza una filiera tecnologica attrattiva, saranno a rischio di fuga all’estero. 

Marina Natalucci, direttore dell’Osservatorio Quantum Computing & Communication: «In Italia, al netto di alcune grandi aziende d’avanguardia, i budget stanziati sul Quantum Computing sono spesso esigui. Il settore però è emergente e destinato a crescere, grazie anche ai fondi del Pnrr destinati a progetti in collaborazione tra università e industria da qui al 2025. In Italia, stiamo muovendo i primi passi in tale direzione e sarà importante costruire una visione sistemica per i prossimi anni, rischiamo altrimenti di perdere un’opportunità di sviluppo di un comparto critico per le imprese».

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