La foto del buco nero e la scienziata napoletana: «È l'aspirapolvere dell'universo, dentro finisce di tutto»

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di Ugo Cundari

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Tra gli artefici della fotografia del millennio c'è la scienziata Mariafelicia De Laurentis, ricercatrice associata presso la sede di Napoli dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare e docente di Astrofisica e Astronomia alla Federico II. De Laurentis ha coordinato il gruppo di analisi teorica dell'esperimento. Nata ad Acerra, laureata a Napoli e specializzata a Torino, la studiosa e poi è andata a fare ricerca in Russia e in Germania. Ed è solo del 2018 il ritorno in Italia, a Napoli, per chiamata diretta. La scoperta era nell'aria, merito anche dei suoi studi ben noti nella comunità scientifica.
 

Professoressa De Laurentis, all'uomo della strada come spiega che cos'è un buco nero?
«Uso la definizione che mi ha regalato la mia nipotina, di cinque anni, dopo che avevo provato a spiegarglielo con termini semplici: il buco nero è l'aspirapolvere dell'universo. Dentro ci finisce di tutto, e una volta entrato non c'è via di uscita».

Perché questa foto è così importante?
«Per la prima volta ci fa vedere con buona risoluzione la corona di luce intorno al buco nero, e dunque anche i confini di questo oggetto esotico, visto solo nei film. È una scoperta importante anche perché conferma l'ipotesi di Einstein, e di alcuni scienziati venuti dopo di lui, che i buchi neri esistono».

Che fine farà quella luce intorno al buco nero?
«Quei fotoni potrebbero finire inghiottiti dal buco nero da un momento all'altro, oppure potrebbero gravitare intorno a lui per milioni o miliardi di anni, o addirittura riuscire a sfuggirgli».
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Giovedì 11 Aprile 2019, 12:00
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