Emoticon dell'antichità. Ricercatrice italiana realizza la prima banca dati digitale di segni grafici mai tradotti

Emoticon dell'antichità
di Paolo Travisi

Le emoticon, faccine colorate che sintetizzano il nostro stato d'animo, appartengono ormai al nostro modo di comunicare, imposto dalla rivoluzione tecnologica di smartphone e social. Ma questi segni grafici, potrebbero, in realtà, essere stati usati anche in età antica dall'uomo, precedenti alla scrittura alfabetica. Secondo Antonella Ghignoli, paleografa dell'Università La Sapienza di Roma, più che un'ipotesi, è una certezza, tanto che ha ottenuto un finanziamento da 1,5 milioni di euro dal Consiglio Europeo della Ricerca, per un progetto singolare: creare la prima banca dati delle emoticon dell'antichità. La ricercatrice infatti, è convinta che la storiografia ufficiale abbia trascurato i simboli grafici, semplici o complessi, rintracciabili in numerosi testi scritti del passato e ritenuti solo decorazioni, mentre secondo la sua tesi, avrebbero un significato altro rispetto alla parola. Ecco la similitudine con le emoticon, perché l'uomo, da sempre, ha cercato forme di comunicazione immediate. In epoche antiche, la scarsa alfabetizzazione, la fusione della cultura orale con quella scritta o semplicemente l'abilità manuale, hanno prodotto simboli e segni non tradotti. Fino ad oggi. Con l'ambizioso progetto NOTAE (NOT A writtEn word but graphic symbols), l'obiettivo è censire tutta la tradizione documentaria tardo-antica e dei regni occidentali post romani, per studiarne le caratteristiche grafiche singole o comparando le eventuale contaminazioni. L'ampio studio della ricercatrice coinvolgerà un ventaglio storico che va dal IV al X secolo, in paesi come l'Egitto, la Spagna, l'Africa e l'Italia e si concentrerà sull'analisi delle emoticon antiche, apposte su pergamene e papiri, usati al posto della carta per lettere personali, testi di magia e religiosi, documenti notarili. La difficoltà di un censimento mai realizzato, che diverrà il primo atlante storico digitale di emoticon antiche, sarà resa ancora più ardua dalla diffusa pratica medievale dei copisti. Coloro che tramandavano le scritture, cancellando il vecchio testo per far posto al nuovo, lasciando tracce di testi precedenti, che potrebbero essere scambiati per segni grafici da tradurre.

 
Martedì 24 Aprile 2018, 14:46 - Ultimo aggiornamento: 24-04-2018 15:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP