Zerophone, il primo telefonino fai-da-te da 50 dollari, smontabile e rimontabile dall'utente

Zerophone
di Paolo Travisi

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Un telefono da 50 dollari, smontabile come un qualsiasi prodotto fai-da-te. Si chiama Zerophone, il progetto di un telefonino economico, lanciato sulla piattaforma Crowd Supply, alla ricerca di fondi per realizzarlo. Mentre il mondo degli smartphone, cerca soluzioni sempre più sofisticate per accontentare utenti dai palati esigenti, Zerophone punta sulla semplicità.

È solo un telefonino, utile solo per telefonare, almeno all'inizio. Questo device da poco più di 40 euro, in realtà è basato su software open source, tecnologia molto apprezzata da chi è insofferente verso sistemi operativi chiusi, come iOS e Android. Ma la caratteristica più interessante, pensata dai suoi progettisti, è quella di essere smontabile, pezzo per pezzo, e riparabile dall'utente, perché i pezzi saranno (almeno così promettono) facilmente reperibili sul mercato. L'idea è coraggiosa e si scontra contro la logica imperante dell'usa e getta.

«Zerophone si potrà modificare a seconda delle esigenze e sarà utile sia per gli utenti che per i programmatori» assicura lo sviluppatore del progetto sulla piattaforma Crowd Supply. Ecco l'importanza dell'open source, che potrà essere riscritto a seconda delle caratteristiche che l'utente vorrà implementare sul telefonino. «È realizzato con componenti disponibili ovunque, quindi può anche essere creato in autonomia da chi ha la voglia di farlo», aggiunge ancora l'ideatore.

I componenti infatti saranno piuttosto basilari. Uno schermo molto piccolo, appena 1,3 pollici, una porta USB per collegare device esterni ed il jack per gli auricolari. Consentirà però di aggiungere fotocamere, Gps per la navigazione stradale, slot per schede micro Sd in un'ottica user-friendly. Zerophone, se è il primo progetto di telefono fai-da-te, non è invece il solo prodotto che si rifà alla filosofia iniziale dei cellulari, cioè di un telefono portatile utile per comunicare, ma senza strumenti aggiuntivi, connessioni ultraveloci ed app che stanno creando problemi sempre più urgenti di dipendenza. Specialmente tra i giovani.
Mercoledì 5 Settembre 2018, 13:20 - Ultimo aggiornamento: 05-09-2018 13:23
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