Denise Pipitone, l'ex pm Maria Angioni a Quarto Grado: «Il profilo Facebook della ragazza di Nizza è molto interessante»

Sabato 19 Giugno 2021 di Eva Carducci
Denise Pipitone, l'ex pm Maria Angioni a Quarto Grado: «Il profilo Facebook della ragazza di Nizza è molto interessante»

Denise Pipitone, l'errore nelle indagini è arrivato nelle prime settimane subito dopo l'inizio delle ricerche? Questa la domanda del conduttore Gianluigi Nuzzi su cui si sono concentrate le analisi della puntata di ieri sera di Quarto Grado

Al vaglio per prima l'ultima pista, quella studiata in privato dalla dottoressa Maria Angioni, l'ex pubblico Ministero di Marsala, che sostiene che Denise Pipitone sia viva, mamma e madre di una figlia: «Qualcuno l'ha sistemata per farla stare bene, con un'idea patriarcale ovviamente. Nelle famiglie potenti alle donne che dovevano essere punite veniva tolto il figlio. Potrebbe essere stato adottato questo schema anche al caso Pipitone. Non riusciremo a trovarla mai però così, perchè ci vuole coraggio nel confessare ciò. Questo è quello che penso veramente, che Denise sia stata collocata in qualche famiglia. Le cose che so non posso dirle, non vorrei rovinare le indagini, ma la Denise che penso io è in un contesto internazionale. La rezione a questo è stata pesante, cosa ho detto che ha dato fastidio? Che ho illuso Piera Maggio? Io ho detto quello che penso, le persone hanno interpretato quello che volevano. Se nessuno getta le pietre nello stagno lo stagno, ristagna. Mi hanno girato un profilo facebook che ho trovato interessante, di una ragazza di Nizza, con una foto di una bambina molto simile all'age progression di Denise. Ovviamente è chiaro che non sia per forza lei, ma è un profilo collegato a Alice e Jessica, che mettevano mi piace ai contenuti pubblicati nella pagina social. Anche un tecnico mi ha fatto notare la somiglianza in alcune imperfezioni delle sopracciglie, come quelle di Denise. Questa pista per me è ancora valida».

Il mistero della scomparsa di Denise Pipitone

I riscontri pare ci siano, ma potrebbero danneggiare le indagini se fossero divulgati ora. Gentile e disponibile nonostante le critiche feroci, le ipotesi sono nate setacciando i profili Facebook e social dei componenti della famiglia della Pipitone. Denise è viva, è diventata mamma e ha una figlia dunque? Al di là delle polemiche che ci sono state le parole della Angioni sono state messe al vaglio in trasmissione. 

L'impegno profuso dall'Angioni continua anche oggi, che non è più il Pubblico Ministero del caso di Denise. Adesso da opinionista racconta le ipotesi delle sue indagini in solitaria, diffondendo ipotesi senza dover mantenere il riserbo come in passato. Utili o un intralcio alle indagini? Un impegno sicuramente importante, e in buona fede, ma che spiazza un po' tutti: «Il confronto porterà alla verità», una volontà forte che motiva ancora oggi le sue indagini. 

 

Si torna poi al video girato da Felice Grieco a Milano diciassette anni fa, da cui furono evidenziati sette tratti somatici identici, che portano a identificare una somiglianza elevata con la bambina del video a Denise. Una parola però rimane ancora avvolta nel misterio: Danas, pronunciata dalla donna non identificata. Il nome della bambina o quella parola ha un altro significato? Espedito Marinaro, ex investigatore privato, scelto in un primo momento da Piera Maggio, è intervenuto in trasmissione la scorsa settimana, spiegando che per lui la parola che si sente pronunciata nel video di Milano, Danas, vuol dire scappa, ma arriva la smentita. 

Questione complessa e delicata approfondita da Gennaro Spinelli, Presidente delle comunità Rom italiane: «Danas non è una parola, né un nome in dialetto rom. In croato significa oggi. Quelle immagini però, come già detto, non hanno nessun elemento che riporti alle comunità rom. Sono fatti questi? Non ci sono dati che associno quella donna nel video a una donna della comunità rom».

 

Arriva in diretta la replica di Marinaro: «Intendevo Da nas, due parole, che vogliono dire dove mi porti e scappa, al Dottor Spinelli voglio dire questo, che mi è stato detto da un capo sinti. Ognuno di noi fa supposizioni, ci sono i sinti e ci sono i rom».

Tuonano nuovamente le parole di Piera Maggio nello studio: «Sono cambiati nove magistrati dall'inizio del processo, si è persa la memoria storica di questo processo». 

Tornando alle indagini in corso a Marsala Anna Corona è sempre al centro di questa nuova inchiesta, per alcune parole compromettenti pronunciate dalla donna, dichiarazioni che hanno aperto una nuova indagine per sequestro di persona. Si riparte dai nuovi interrogatori con quattro nuovi testimoni, e due testimoni già sentiti in precedenza, per verificare l'alibi di Anna Corona e delle figlie, e ci si concentra anche sulla possibile auto che avrebbe portato via, quel giorno di diciassette anni fa, Denise. Durante le prime indagini si è indagato su cinque diverse ford fiesta, a Quarto Grado l'attenzione è rivolta a una sola fra queste, quella in cui sembra essere impressa l'impronta di una manina sul parabrezza. Una macchina che quel giorno sfrecciò a gran velocità, negli anni furono controllate tutte le Ford Fiesta ma l'attenzione si concentrò su una in particolare, intestata a una signora diversa rispetto quella indagata. Entrambe le donne sono state interrogate recentemente dagli inviati di Quarto Grado: «Non ho guidato quella macchina, il 1 settembre, ero a casa. Ho dato la macchina alla signora, ne avevo tre, che ne dovevo fare. Il trasferimento è avvenuto prima della scomparsa di Denise». A quanto pare un passaggio di proprietà di cui si sarebbe dovuta occupare la signora a cui è stata venduta la macchina, ma l'altra donna smentisce:  «No assolutamente, la signora l'aveva venduta a me la macchina, questo si, ma ero una vita che non salivo in macchina. Non ricordo cosa ho fatto quel giorno, ma la padrona non ero io era l'altra signora, perché non avevo fatto il passaggio. Per quattro giorni ho avuto la macchina, si, ma non me lo ricordo se l'ho usata quel giorno. Si sbaglia, la persona sbagliata state cercando». 

 

Ritorna Espedito Marinaro: «Sono molte le piste che sono state battute anche quella della pedofilia, ma tutte hanno dato esito negativo. La bambina è andata sicuramente, non so dove, non so se in macchina o in motorino, con qualcuno che conosceva però». 

A quella macchina sono poi state sostituite delle parti meccaniche, su cui potevano essere approfondire le indagini. Un giallo aperto che rimane insoluto in questa storia ancora incompiuta. Una verità che forse non sapremo mai, ma il sospetto resta, dopo la rottamazione della macchina nel 2009. 

Si torna poi a Anna Corona e ai sospetti sul suo alibi. Paolo Austero, ex chef dell'hotel dove lavorava la Corona commenta così ai microfoni di Quarto Grado: «Ho visto Anna Corona in sala mensa» avvistamento confermato anche dagli altri colleghi. Nella struttura il pranzo era obbligatoria dalle 11.10 alle 11.50, da lì poi Francesca Adamo, amica e collega della Corona, sostiene poi di aver salutato la collega alle 15 nel parcheggio, ma a processo dichiarerà poi di non ricordare questo passaggio. 

Verrà sentita in procura prossimamente la donna alla reception dell'albergo, che ha recentemente dichiarato che le due donne, colleghe e amiche, Anna Corona e Francesca Adamo, si spalleggiavano, quindi potenzialmente potevano coprivrsi a vicenda, e la procura vuole vederci chiaro. 

Si torna poi alle intercettazioni, con la registrazione della dichiarazione del perito Fulvio Schimenti, rilasciata durante il processo: «Non conosco il dialetto mazarese, ma non parlavano in maniera marcata nelle conversazioni. Da quello che mi posso ricordare le parole incrompensibili non derivavano dal dialetto, ma dalla qualità della registrazione in quel momento, che non mi permetteva la comprensione di quello che veniva detto». 

Il mistero delle intercettazione rimane, ma le stesse verranno probabilmente nuovamente sottoposte al vaglio da un nuovo perito durante le nuove indagini. 

Si passa poi a Pino, Giuseppe della Chiave, tirato in ballo nella prima indagine ma poi scagionato. Il suo nome, insieme a quello di Anna Corona però, configura fra gli indagati nella nuova inchiesta sulla scomparsa di Denise. Si suppone dunque l'esistenza di nuovi elementi, che hanno portato alla riapertura del caso, con la speranza che le nuove indagini riescano a far luce su quanto accaduto a distanza di diciassette anni. 

 

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 19:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA