Mara Venier: «Giù le mani da Domenica In. Io non mi arrabbio più, ma gli sleali li cancello»

Giovedì 25 Marzo 2021 di Ilaria Ravarino
Mara Venier: «Giù le mani da Domenica In. Io non mi arrabbio più, ma gli sleali li cancello»

L'ira. L'invidia. Ma anche la prudenza, la giustizia e la temperanza. Sabato sera Mara Venier sarà tra gli ospiti invitati nella seconda puntata di Vizi e Virtù - Conversazione con Francesco, la serie di Discovery Italia in onda sul Nove, in cui Papa Francesco e don Marco Pozza dialogano sui sette vizi capitali e sulle sette virtù teologali. Una conversazione punteggiata dalle testimonianze di persone comuni e personaggi dello spettacolo (insieme a Venier anche Carlo Verdone e J-Ax), e seguita da una speciale udienza con Papa Francesco avvenuta lo scorso 8 marzo: «Sono abituata a parlare in tv a milioni di persone ha detto Venier ma davanti a lui ero emozionata come mai in vita mia».


Cosa le ha detto?
«Gli ho detto: mi chiamo Mara Venier, vengo da Venezia. Mi sono presentata, perché avevo l'impressione che non sapesse chi fossi».


E lui?
«Lui è come un nonno affettuoso e amorevole. Ha ascoltato le nostre storie e ha riso molto. Per rompere il ghiaccio gli ho consigliato un buon professore che fa le infiltrazioni, soffriamo entrambi di sciatalgia».

 


Parlerà nella puntata dedicata all'ira: un caso?
«Roba vecchia. Non mi accendo più come un tempo, ora sono rassegnata. Ma sono abituata a lottare: se mi fai uno sgarbo ti cancello per sempre. Seleziono. Scremo».

Domenica In, Matilda De Angelis "corregge" l'inglese di Mara Venier: il siparietto scatena le risate in studio (e della conduttrice)


Ha cancellato tante persone?
«Due, tre al massimo. Ma non dirò mai chi».


I vizi che odia di più negli altri?
«Detesto gli sleali e i traditori, i leccaculi e gli yes man. La gente che non ha il coraggio di dirmi le cose in faccia. Magari mi impunto su una cosa, ma se sbaglio, chiedo scusa».


Sbaglia spesso?
«Negli ultimi anni no. Ho sbagliato in passato, poi ho imparato a tirare fuori il carattere e a non farmi mettere i piedi in testa da nessuno. A 70 anni in questo ambiente non ci arrivi se non hai le palle. Mi hanno cacciata, richiamata, rivoluta, e sono ancora qua».


Sull'invidia dice: mai volere quello che non hai. E allora come si fa carriera?
«Per costruire una carriera devi essere leale e professionale. Devi impegnarti. Io per la carriera ho sacrificato molte cose, ho trascurato gli amori e mi pento di non essere andata più spesso a Venezia, da mia mamma».

 

Domenica In andrà in onda fino a giugno: è un premio?
«Io speravo che finisse a maggio, vorrei andare a Santo Domingo dove ho casa. Più che un premio è una scelta di palinsesto. Il premio era arrivato da Stefano Coletta (direttore di Rai1, ndr), mi ha offerto la conduzione di alcune prime serate ma ho rifiutato. Preferisco fare bene una sola cosa alla volta. Ne parleremo più avanti».

 


E lo Zecchino d'Oro?
«Quello lo farò. Una prima serata con Carlo Conti, a maggio».


Come ha convinto Achille Lauro a venire a Domenica In?
«Sono un'ex figlia dei fiori rimasta cosi com'ero, non sono cambiata tantissimo da quando vendevo gli stracci a Campo de' Fiori, ed evidentemente certi cantanti come lui, o come Ultimo, sentono un'affinità. Tutto sommato anche io sono una rock star».


C'è qualcuno che non si è messo in fila per lei?
«Mahmood. Il suo manager mi aveva pregato per l'intervista, poi ha cancellato tutto il venerdì prima. Sono cose che non si fanno, si è comportato molto male».


Diceva: sarà la mia ultima Domenica In. È così?
«Quando l'ho detto ero convinta, lo pensavo davvero: quel programma sono 40 puntate, un anno della tua vita. Poi però ci rifletto e penso che potrei dire di no a tutto, anche a Sanremo, ma non a Domenica In. Sono già la zia Mara: se non mi cacciano, diventerò nonna Mara».


Un futuro dietro le quinte?
«Potrei farlo benissimo, dopo 12 Domenica In da capo progetto. Ma francamente vorrei godermi la vita».


Quindi che progetti ha?
«Sto lavorando a un libro che dedicherò alla mia mamma. Parla di Alzheimer e spero che serva a chi vive con familiari malati. Si intitola Mamma ti ricordi di me?, perché a un certo punto non se lo ricordava più. Ma è un dolore troppo grande, non sono nemmeno convinta di volerlo finire».

Ultimo aggiornamento: 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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