Roberto Bolle a Capodanno su Rai1: «Faccio ballare la tv tra ecologia e strip-tease con Benigni»

Venerdì 20 Dicembre 2019 di Simona Antonucci
Luca Zingaretti con Roberto Bolle

Uno spogliarello di Benigni e una lezione di Alberto Angela sulla danza alla corte del Re Sole. Un allarme ecologista e un appello all’umanità. Un balletto sulle note del Mare calmo della sera di Bocelli e un altro sul rap di Marracash. Prime ballerine come la Zakharova, omaggi a grandi coreografi, ma anche a Fellini e a Chaplin con il Dittatore evocato in un reading di Luca Zingaretti.
 

 

Tutto è in ballo: poesia e attualità, riflessione e ironia. Roberto Bolle, étoile della Scala, torna su Rai1 in “Danza con me”, lo show-maratona (due ore, più un’appendice di mezzanotte) che per il terzo anno consecutivo inaugura, alle 21,30 del primo gennaio, il nuovo anno.

«Voglio avvicinare il pubblico a un’arte spesso percepita come lontana», spiega. Con lui nel programma, che lo scorso anno ha fatto il pieno di ascolti (21,3 per cento di share, 4 milioni e mezzo di telespettatori), Alberto Angela, Roberto Benigni con Matteo Garrone, Bocelli, Bollani, Geppi Cucciari, Luca e Paolo, Marracash featuring Cosmo, Giampaolo Morelli, Virginia Raffaele, Svetlana Zakharova, Nina Zilli e Luca Zingaretti.

Ballano tutti? O qualcuno proprio non ce la fa?
«Non ho proposto a tutti di danzare. Benigni invece me l’ha proprio chiesto. Cominciamo con dei passi, senza musica, e poi succede di tutto. Lo faccio volare. E mi faccio spogliare. Durante uno sketch sui benefici della danza, Benigni mette a confronto i nostri corpi».

Tra lei e Benigni, una via di mezzo: com’è la corporatura dell’uomo ideale?
«E chi lo sa! Il punto debole è sempre il giro vita che non dovrebbe mai superare la larghezza delle spalle. E invece... Per un uomo resta fondamentale il portamento, spalle, collo, schiena. Un’eleganza che aiuta non soltanto sul palco».

I ballerini sono ingabbiati in stereotipi di mascolinità?
«Da decenni vengono creati duetti con soli uomini, Bejart, Roland Petit, Neumeier: ne ho ballati decine. E a Capodanno in tv ci sarà un brano tutto al maschile dove mi accompagnano quattro ragazzi scaligeri».

Molta attualità nelle coreografie: aveva voglia di dire la sua sulle urgenze della società?
«La danza ha il potere di sublimare le emozioni. Le problematiche legate all’ambiente o all’indifferenza, alla violenza sulle donne o ai migranti vengono evocate con immagini forti. L’anno scorso abbiamo affrontato la tragedia del Ponte Morandi e ora torniamo sull’attualità, raddoppiando l’impegno. La coreografia di Zanella “Lo specchio” è tecnicamente molto impegnativa: ballo con me stesso, in uno specchio appunto, mi sdoppio fino a che l’immagine riflessa svanisce. Un invito a non voltarsi se assistiamo a qualcosa che non vogliamo vedere. Il brano termina con la Pietà di Michelangelo».

In Plastic Sea un grido d’allarme sulla Terra.
«Nella coreografia di Volpini ballo sotto un “mare di plastica” che mi cade addosso fino a soffocarmi».

Le sue scelte ecologiche?
«Sono vegetariano da qualche anno. E quando posso prendo i mezzi pubblici».

Lei sul bus? Distribuisce autografi ai passeggeri?
«Mi travesto». 

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