Sanremo 2019, il duetto Ligabue-Baglioni: "Dio è morto" e anche a casa qualcuno non è stato tanto bene

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di Andrea Scarpa

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Ieri mattina, presentando la quarta serata, Baglioni era stato chiaro: «Quella dei duetti sarà l’appuntamento più sorprendente per dinamicità, curiosità, livello musicale. Vedrete collaborazioni e performance veramente singolari». Aveva ragione. La sorpresa più grande di tutte, però, dopo i primi tre duetti con ospite(Carta e Shade con CristinaD’Avena, Motta con Nada,Irama con Noemi), è arrivata alle 21.30 con Ligabue. Quando è apparso all’ora di massimo ascolto - lapromozione, quando si fa,meglio che renda il massimo -il rocker di Correggio ha cantato un primo pezzo, Lucid’America, e poi ha fatto quello che di solito non fa perché sotto sotto, almeno in pubblico, non è: il simpatico.

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La gag sulle scale con la chitarrona formato XXL e quella sul trono con il mantello alla Freddie Mercury e il saluto con la mano tipo pupazzetto della regina Elisabetta, ce l’hanno mostrato in maniera incredibilmente nuova. Magari un po’ imbarazzante perché non proprio scioltissima, però piacevole perché generosa. Complimenti a Ligabue, quindi, per il coraggio e la voglia di fare, per una volta, qualcosa di diverso. Davvero singolare è stato il seguito, quando Ligabue e Baglioni hanno intonato "Dio è morto" di Guccini. Il primo giocava in casa, Francesco è materia sua. Il secondo, va bene tutto ma fino a un certo punto, no. A casa non saranno morti, ma qualcuno tanto bene non deve essere stato. Si fa per dire, eh.
Sabato 9 Febbraio 2019, 10:58 - Ultimo aggiornamento: 09-02-2019 20:46
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