«Covid, la risalita dei contagi è colpa dei non vaccinati»

Giovedì 4 Novembre 2021 di Fabio Nucci
«Covid, la risalita dei contagi è colpa dei non vaccinati»

PERUGIA - Quattrocento nuovi vaccinati in due giorni scarsi, ancora 102.400 soggetti senza alcuna copertura. La lotta al Covid passa sempre dalla profilassi ma nonostante gli appelli che negli ultimi giorni si sono ripetuti anche a livello istituzionale (vedi assemblea Confindustria), la profilassi in Umbria è ormai una questione di terza dose. Questo mentre il trend epidemico si mantiene stabile ma al “prezzo” di 400 contagi settimanali, livello che tiene alta la curva in questa fase. Per il fisico sperimentale dell’UniPg, Luca Gammaitoni, «una piccola quinta ondata legata ai non vaccinati».

Basti pensare a quanto sta accadendo a Trieste, o a quanto accaduto a Montegabbione col focolaio di no-vax. Ma la dimostrazione che il virus circola di più tra i non immunizzati, arriva anche dal cluster di Massa Martana dove la ripresa dei contagi è partita tra bimbi che in questo caso non possono essere vaccinati. «Il principio è sempre lo stesso, finché c'è legna da ardere il fuoco brucia e se fossimo stati tutti vaccinati saremmo già fuori dalla pandemia», sostiene Gammaitoni in un colloquio con Ansa. Considerando l’intera popolazione, il fisico sperimentale dell’ateneo perugino stima i non vaccinati in un 30% circa. «I dati disponibili ci dicono che il contagio è legato prevalentemente a questa condizione», aggiunge. «Riguarda infatti la fascia d'età 40-60 anni in particolare, nella quale in molti scelgono di non vaccinarsi, e quelli che ne hanno meno di 12, per i quali l'immunizzazione non è prevista. Sempre in base ai dati che abbiamo i nuovi contagiati non vaccinati sono 4,5 volte i contagiati già vaccinati». Il fisico ipotizza quindi una quinta ondata di ampiezza contenuta e con un basso impatto sulle ospedalizzazioni, anche se su tale aspetto, tra gli esperti umbri che seguono l’evoluzione dell’epidemia, c’è chi considera questa ripresa di contagi la coda di una quarta ondata che non si era ancora esaurita. «I modelli matematici indicano un picco modesto, ma poi bisogna vedere cosa succederà nella realtà», spiega Gammaitoni. «Considerando inoltre che più il virus continua a correre e maggiore è il rischio di selezionare nuove varianti. Non ci dovrebbe essere un sovraccarico per gli ospedali perché i giovani che prendono il virus sono in buona salute e in genere non necessitano di ricovero. I ragazzi sono comunque vettori del virus che attraverso di loro tende a contagiare anche i più anziani visto che con l'autunno si sta di più al chiuso, sono aumentate le occasioni di socialità ed è ripresa l'attività scolastica. Per fermare il virus bisogna vaccinarsi».

Ieri in poco più di mezza giornata, sono state iniettate circa 2mila dosi, 1.500 delle quali terze somministrazioni, con 143 nuovi vaccinati e circa 400 nuovi immunizzati. Tra martedì e mercoledì in 400 hanno ricevuto la prima dose, la quota maggiore (19%) questa volta tra i ventenni la cui copertura con una sola dose è ormai vicina a quella dei cinquantenni (84%).

LA CURVA
La nuova accelerazione nello screening, oltre 13.400 tamponi eseguiti martedì, ha riportato il livello dei nuovi positivi a quelli di sabato: 83 nuovi casi con un’incidenza dello 0,62% in linea con quella dei giorni feriali e una media mobile che, anzi, si sta riducendo (dallo 0,68 allo 0,64%). In risalita anche i tamponi molecolari (2.426 quelli eseguiti ieri) con un tasso di positività del 3,4% (sabato era al 4,4%) e una media mobile sugli stessi livelli. Prosegue invece la risalita la curva degli attualmente positivi, tornati sopra i 1.200 casi come il 18 settembre: questo anche per il limitato numero di guarigioni quotidiane rispetto ai nuovi contagi (ieri 41, il dato più alto da tre settimane). Complici i due giorni di festa, il totale dei casi settimanali resta intorno a 400 con un’incidenza scesa intorno a 44 casi per 100mila abitanti. Il dato più alto, 487, è di Massa Martana dove martedì sono stati scoperti 10 positivi (18 settimanali) a causa di un cluster scolastico che ha costretto il sindaco a sospendere le attività didattiche in sei classi di primaria. Restano da “zona rossa” anche Bettona, Norcia, Cannara e Monte Castello di Vibio in provincia di Perugia, il solo Montegabbione, in quella di Terni. Tra le città più grandi, l’incidenza più alta - 106 casi per 100mila abitanti – è ad Assisi.

Ultimo aggiornamento: 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA