CORONAVIRUS

Covid, spunta medico negazionista: «Vaccino antinfluenzale innesca il virus», scatta inchiesta

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Luca Benedetti

«Mi chiamo Giuseppe Delicati, sono un ex ufficiale medico dell’aeronautica e attualmente sono un medico di famiglia con attività anche nell’ambiente ospedaliero. Vi volevo fare un invito per la prossima vaccinazione antinfluenzale. Visto che il professor Tarro (Giulio Tarro è un virologo, ndr) ha rilevato un’interazione tra il vaccino antinfluenzale e il Covid-19 ho fatto ben due richieste alla Asl per parlare di questa interazione. La direttrice della mia Asl non mi ha ancora risposto. Si sa con certezza da uno studio del Pentagono che il coronavirus subisce un’attivazione per azione del vaccino antinfluenzale».

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Ecco il brano iniziale del video di Giuseppe Delicati, 60 anni, nato a Foligno, iscritto all’Ordine dei medici della provincia di Macerata (dopo un passaggio da quello di Perugia) e medico di famiglia a Borgaro Torinese, nell’area metropolitana del capoluogo piemontese. Da quel video che dice, di fatto, che il Covid-19 può essere innescato al vaccino antinfluenzale che sono scattate le segnalazioni all’Ordine dei Medici e sulla vicenda hanno acceso un faro anche i carabinieri del Nas. La vicenda è stata raccontata nel sito de La Stampa.


Delicati, molto stimato dai suoi pazienti, finisce di diritto nella schiera dei negazionisti spiegando anche che non ci sono i numeri per dire che ci troviamo di fronte a una pandemia. Nel dubbio Delicati cita studi fatti dal Pentagono, ma la Asl chiamata in causa non risponde. E difficilmente risponderà alle due richieste partite dal medico folignate. Che sconsiglia con la stessa forza con cui la Sanità consiglia di fare il vaccino antifluenzale. Il dottor Delicati chiama in causa anche l’Università di Cambridge. Ai suoi pazienti non nega il vaccino contro l’influenza, ma fa firmare una liberatoria a chi se lo fa somministrare. Delicati, nel video che ha fatto clamore, mette in dubbio anche l’anticipo delle date per la partenza della campagna vaccinale. E sostiene che i tanti morti di Bergamo sono legati proprio al fatto che avevano fatto il vaccino contro l’influenza, situazione che ha spalancato le porte al coronavirus sopratutto inn chi aveva altre malattie. Tesi assolutamente non prese in considerazioni dalla Sanità ufficiale tanto che alcuni colleghi hanno pensato bene di segnalarlo all’Ordine dei medici che avrebbe anche aperto, automaticamente, un fascicolo.

 

Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA