L'assessore Melasecche: «Nuovo ospedale per Terni e sempre a Colle Obito»

Domenica 6 Settembre 2020 di Vanna Ugolini

Enrico Melasecche, consigliere e assessore ai Trasporti e a molto altro in Regione.

Assessore, lascerà uno dei due incarichi come le ha chiesto Salvini?
«Ma che domanda è? Ho ben altre cose a cui pensare».

Veramente è una domanda decisiva, comunque a cosa sta pensando?
«Sto risolvendo i problemi del trasporto in Umbria, che è una delle cose più drammatiche che abbiamo ereditato dalla sinistra».

I treni, però, continuano a essere pieni e in ritardo.
«E' una cavolata».

Ce lo segnalano i pendolari.
«Abbiamo fatto un lavoro enorme. Abbiamo fatto una proposta a BusItalia e company di chiudere con il passato, liquidando i debiti salvo la parte del contenzioso. Un accordo tombale. E' la prima volta che viene messa mano a questo caos»

E BusItalia cos'ha detto?
«Loro sono d'accordo, ma dato che il consiglio d'amministrazione è in scadenza la decisione verrà rinviata al nuovo consiglio d'amministrazione. Ma una cosa del genere non è mai accaduta nella storia della Regione. Come non è mai accaduto che la Regione fosse in piena regola con i pagamenti del corrente. Inoltre stiamo costituendo un'Agenzia unica regionale della Mobilità con cui andremo a risparmiare 9 milioni l'anno di Iva».

Va bene assessore. Ma si ricorda che è stato eletto a Terni? Non è che fa come tanti che sono partiti dalla città dell'acciaio e poi se la sono dimenticata?
«Assolutamente no. Restiamo nel campo dei trasporti. In questi mesi c'è già stato un miglioramento netto dei collegamenti da Terni, Foligno, Perugia, Asssisi e Orvieto. Entro pochi mesi il Frecciarossa fermerà a Terontola. Oggi da Terni si può arrivare a Milano in quattro ore e mezza rispetto alle sei ore che ci mette il Tacito. Arriveranno 12 treni da 16 milioni l'uno: i primi 4 già nel 2021 da Terni per Romache vanno ai 200 all'ora e quindi possono essere inseriti nella rete dell'alta velocità».

Questa è una buona notizia. E per quanto riguarda la Sanità? Cosa succederà al Santa Maria?
«In giunta si sta valutando la possibilità di realizzare un nuovo ospedale moderno. E l'idea è quella di realizzarlo a Colle Obito, in modo che il vecchio possa continuare a funzionare. Ci sono ipotesi di studio molto concrete».

E dal dal punto di vista della politica sanitaria?
«Per quello che mi riguarda il Santa Maria deve rimanere un'azienda sanitaria autonoma Ci deve essere un coordinamento tra le due strutture per non fare doppioni inutili e su questo anche l'assessore Coletto è d'accordo. Come è d'accordo sul fatto che deve essere potenziata la vocazione alla mobilità attiva che è il nostro punto di forza».

Speriamo che non sia un gioco di parole per depotenziare comunque Terni. Città dove i problemi non mancano.
«Il dissesto ha rallentato molto il cambiamento».

Con i soldi che arriveranno dall'Europa il dissesto sembra un problema superato. Quello che manca è un progetto, perlomeno ufficiale, sulla città. Abbiamo provato a chiederlo alle istituzioni locali, senza fortuna. Lei qualche idea ce l'avrà di sicuro.
«Certamente. Il momento è cruciale. O questa città e la sua classe dirigente avranno la capcità e la determinazione di portare avanti un progetto di rilancio oppure gli investimenti mal spesi o non spesi contribuiranno ad aumentare il gap. Questo deve essere ben chiaro a tutti. La città si deve responsabilizzare. Occorre che non prevalga la ternitudine di sempre perchè il momento è cruciale».

Ci può dire sinteticamente le linee della sua visione sul futuro di Terni?
«Il progetto di rilancio era già stato inserito da un anno e mezzo nel dup. Le parole chiave sono: smart city, green e dinamic. E il perno del progetto riguarda la possibilità di rendere Terni protagonista perchè cerniera tra Perugia e Roma ma anche tra il Tirreno e l'Adriatico».
I dettagli? Alla prossima intervista.

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