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Stanchezza, reflusso e cervello annebbiato: come riprendersi dai lunghi postumi del Covid

Sabato 19 Marzo 2022 di Egle Priolo
Stanchezza, reflusso e cervello annebbiato: come riprendersi dai lunghi postumi del Covid

PERUGIA - Chi ha avuto il Covid lo sa: magari durante la malattia è stato anche asintomatico, ma una volta tornato negativo la sensazione di stanchezza, di affaticamento come la difficoltà a concentrarsi e addirittura il reflusso gastrico possono permanere anche per diverso tempo. Come fare, quindi, per riprendersi dai postumi dell'infezione nel più breve tempo possibile? «Alimentazione corretta, attività fisica e niente alcol», rispondono Angela Elmo e Valeria D'Alessandro, medici di medicina generale di Perugia, la prima specializzata in geriatria e la seconda in endocrinologia. Entrambe in prima linea dall'inizio della pandemia e attente anche alla salute dei pazienti che dopo aver superato il Covid raccontano il permanere di sintomi fastidiosi.

Dottoresse, perché il Covid lascia strascichi così importanti?
«L'infezione da Covid è sistemica e quindi può interessare tutti gli organi e sistemi del corpo. Le manifestazioni cliniche più frequenti sono quelle caratterizzate dall'interessamento delle vie polmonari, dell'apparato gastroenterico – con la comparsa di diarrea e nausea - oltre che dell'apparato osteoarticolare: un sintomo tipico del Covid è infatti un dolore muscolare diffuso e un dolore osseo non ben definito. In alcuni casi, per fortuna non frequenti, può interessare anche il sistema nervoso centrale».
L'infezione quindi colpisce praticamente tutto il corpo. È per questo che poi restano sintomi come stanchezza e problemi gastrointestinali?
«Questa condizione viene definita come Long Covid, in pratica una persistenza dei sintomi della malattia da Covid, anche per periodi lunghi come 3 o 4 settimane. Un'altra condizione è definita Fogghy Covid, ovvero del cervello annebbiato, in cui i pazienti lamentano la persistenza di difficoltà di concentrazione e deficit di memoria di lunga durata».
Quindi come si fa per riprendersi?
«Per consentire un rapido recupero è importante seguire una dieta corretta: leggera, ricca di verdure e di frutta di stagione, a basso contenuto di grassi e un corretto apporto di proteine e sali minerali. Non si può esagerare con l'alcol, che è tossico per le cellule epatiche e l'apparato gastroenterico già sottoposto a uno stress durante l'infezione».
Sono necessari integratori?
«In alcuni casi è opportuno effettuare un'integrazione a base di vitamina: C, D e anche E, che è un antiossidante, prese in quantità corretta e su consiglio del proprio medico».
C'è una differenza tra vaccinati e non vaccinati?
«Esiste una variabilità dei sintomi tra soggetti vaccinati e non vaccinati. La presenza del vaccino e della dose booster consente all'organismo di reagire in maniera più efficace, mentre nei non vaccinati i sintomi possono essere più importanti, con comparsa di alterazione febbrile, dolori osteoarticolari, cefalea, mal di gola e tosse, fino a configurare la condizione da infezione moderata o severa».
E le reinfezioni di cui si parla sempre più spesso?
«Le reinfezioni da Covid, ormai è ampiamente dimostrato, sono possibili e - soprattutto con le nuove varianti, Omicron 1, 2 e anche 3 - sono molto frequenti, ma per lo più decorrono, nella popolazione vaccinata, in maniera asintomantica perché nell'organismo infetto vi è la memoria dell'apparato immunitario, stimolato dalla prima dose di vaccino, con una risposta rinforzata dalla seconda e ancora più aumentata dal booster».
Come evitare i nuovi contagi?
«Vanno mantenute le attenzioni a cui sino a oggi ci siamo abituati: distanziamento sociale, mascherina Ffp2 nei luoghi chiusi e affollati e una attenta igiene delle mani e degli effetti personali».
Ultimo consiglio. Contro il Long Covid, fa bene l'attività fisica?
«Bisogna stimolare tutti i paziente a riprendere un'attività fisica, inizialmente, proprio per consentire alle cellule e ai tessuti di ossigenarsi e di eliminare le scorie tossiche prodotte durante l'infezione. Utile anche al tono dell'umore, che migliora soprattutto se l'attività fisica è svolta all'aperto, perché aumenta la produzione delle endorfine, oltre ad avere proprio un beneficio meccanico sulle articolazioni che vengono stimolate e quindi portate a svolgere il loro lavoro fisiologico».

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