Suarez, la prof: «Passo io il compito». Un video racconta l’esame farsa

Venerdì 25 Settembre 2020 di Michele Milletti e Egle Priolo
Suarez

PERUGIA «Sarà che è un Pistolero, ma certo che quest’esame è stato una schioppettata». La saggezza popolare in corso Vannucci fotografa l’esame più controverso della recente storia universitaria, le immagini invece raccontano la «farsa» per dirla con il procuratore capo Raffaele Cantone e i due sostituti Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti. La farsa di un esame, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della guardia di finanza diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone, predefinito in tutti i dettagli. 
 

Video

Ed ecco spuntare un video che racconterebbe questo esame durato pochi minuti. Immagini attraverso le quali gli investigatori potrebbero aver trovato conferma a quanto captato nel corso di un paio di settimane di indagini, da quando cioè i telefoni dei cinque indagati alla Stranieri hanno iniziato a raccontare non solo della possibilità che il fuoriclasse neo Atletico Madrid potesse venire a Perugia a fare l’esame ma anche che andasse aiutato. 
 

PROVA IMPEGNATIVA 


«Gli va passato il compito, tutto e senza deviare dal modulo scelto», secondo quanto si apprende, è il senso delle ulteriori intercettazioni (rispetto a quanto già reso noto nel decreto di perquisizione) che vedono coinvolti i cinque indagati della Stranieri per rivelazione dei segreti d’ufficio e falso ideologico. Un esame, quello per l’ottenimento del diploma di livello B1, sicuramente impegnativo.
Anzitutto perché richiede parecchio studio e lezioni per essere preparato e poi perché, stando a quanto è rintracciabile anche sul sito della Stranieri, la durata totale delle quattro prove in cui si suddivide è di almeno due ore e mezza. Nel dettaglio: due ore per comprensione della lettura e produzione ed interazione scritta, venti minuti per comprensione dell’ascolto e discriminazione fonetica e infine altri dieci-quindici minuti per presentarsi, descrivere immagini in maniera analitica, rispondere a domande aperte di carattere interculturale e domande aperte relative a temi di civica. Insomma, nulla di impossibile ma difficilmente coniugabile con la mezz’oretta scarsa in cui Suarez è arrivato alla Stranieri, ha fatto l’esame ed è uscito con tanto di diploma e selfie con rettrice e commissione. 
 

IL PDF E LA PROVA 


Inviare il Pdf dell’esame a Suarez, per poterlo poi aiutare a impararlo a memoria nel corso di appena quattro lezioni svolte da remoto: questo lo schema che secondo gli investigatori e gli inquirenti sarebbe stato usato dagli indagati. Un modulo ben preciso, tra migliaia a disposizione, inviato in via telematica al fuoriclasse. Che poi all’esame avrebbe ripetuto quanto ricevuto e studiato nel corso delle lezioni. «Come ti chiami?». «Mi chiamo Luis Alberto Suarez Diaz e sono uruguaiano». Inizia così l’esame dell’uruguaiano. Una prova proseguita con l’immagine di un cocomero, un riferimento, forse poco casuale, a Torino, e un breve racconto della sua carriera. Il file Pdf che gli investigatori hanno recuperato sarebbe del tutto identico nei contenuti a quanto poi chiesto durante l’esame. 
Quel file è stato inviato - secondo le indagini - dalla professoressa Spina a Suarez tramite la piattaforma Teams e studiato nel corso delle quattro lezioni. Un cocomero e un supermercato, dunque. Con l’attaccante che non ha fatto fatica a indicare l’uno e l’altro con i termini giusti, parlando poi della sua famiglia e dei figli, come gli era stato indicato sempre nel file. E quando gli è stato chiesto di immaginare una città italiana, ha citato Torino, anche questa ben indicata nel Pdf. L’esame, sempre secondo quanto si apprende, è poi proseguito con altre domande preconfezionate sulla sua professione. «Faccio il calciatore - ha risposto Suarez - e sono da 6 anni a Barcellona».

Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA