Diciottenne morta, caccia al pusher con Google Maps

Martedì 13 Ottobre 2020 di Nicoletta Gigli

AMELIA L’ultimo traccia da seguire è un puntino su Google maps, il luogo in cui Francesco e Maria Chiara hanno comprato, a Roma, l’eroina. Ma intorno a questa vicenda, dove una ragazza ha vissuto solo un giorno dei suoi 18 anni, ad Amelia c’è tanta tensione. «Il clima di tensione non deve trasformarsi in un clima irrespirabile. Il nostro pensiero è per la famiglia di questa ragazza, alla quale assicuro che saremo freddi e rigorosi nel condurre le indagini a 360 gradi, senza costrizioni né pregiudizi».

Il procuratore, Alberto Liguori, non nasconde che queste sono ore delicatissime per una comunità dove tutti si conoscono. Conferma che sul decesso di Maria Chiara Previtali, stroncata da un’overdose a casa del fidanzato dopo aver festeggiato il suo 18esimo compleanno, le indagini vanno avanti tenacememte. Sabato sera, al termine del lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Amelia, a Francesco, 21 anni, da tre mesi il ragazzo della vittima, è stata contestata l’omissione di soccorso aggravata dal decesso della fidanzata e gli è stato notificato il verbale di sequestro del suo cellulare. «Un atto dovuto, una garanzia necessari alla luce degli esami medico- legali che ci apprestiamo a disporre» precisa Liguori. 
Nello zaino della neo diciottenne, alla sua prima esperienza col buco, gli investigatori recupereranno il farmaco che viene utilizzato come salvavita in caso di overdose su cui ora sono in corso accertamenti. Un regalo di compleanno senza futuro per Maria Chiara. Che spezzerà per sempre i suoi sogni e la sua breve vita divisa tra la passione per il kung fu e i libri di scuola. «Una ragazza dolce, solare e molto responsabile che negli ultimi tempi era tanto cambiata. Da quando ha conosciuto quel ragazzo non sembrava più lei» ripetono in lacrime le amiche di sempre. «Busseremo alla porta di chi ha ceduto la droga, ai periti chiederemo di fare bene e presto. Ai genitori di questa ragazza - dice Liguori - dedicheremo tutto il tempo e le risorse che occorrono. Speriamo di contribuire a lenire il loro dolore, che è inimmaginabile. Non possiamo permetterci di sbagliare. Per loro, vittime di un destino crudele che si è accanito in quello che doveva essere il giorno più bello della vita della figlia, sarebbe un secondo danno». I genitori di Maria Chiara si affidano all’avvocato Manlio Morcella: «Sarà mio onere assecondare lo sviluppo della inchiesta, al fine di assicurare al meglio i diritti e le aspettative della famiglia Previtali, che si identificano nella necessità di una ricostruzione puntualissima e rigorosissima dell’incredibile, infausto accaduto - dice - . Mi sento comunque di affrontare il mio ruolo con tranquillità - aggiunge Morcella - essendo notorio lo scrupolo finora dimostrato dagli organi inquirenti, anche recentemente, rispetto ad episodi che si inseriscono nel panorama della droga e che potrebbero rivelarsi assimilabili a quello in esame. In questo senso viene letta la prudenza che sta caratterizzando i primi passi delle indagini». Domani, al Silvestrini di Perugia, ci sarà l’autopsia disposta dal pm, Camilla Coraggio. Per indagare le sostanze sotto accusa la procura disporrà anche l’esame tossicologico. Alle operazioni peritali prenderà parte un consulente nominato da Morcella per conto della famiglia della vittima.

 

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