CORONAVIRUS

Inchiesta-virus, Cantone indaga
sui posti letto delle terapie intensive

Sabato 12 Dicembre 2020 di Luca Benedetti e Michele Milletti
Inchiesta-virus, Cantone indaga sui posti letto delle terapie intensive


PERUGIA In mezz’ora per spiegare quello che serviva, i quattro finanzieri che hanno bussato all’assessorato alla Salute due settimane fa hanno aperto, di fatto, l’indagine sulle gestione dell’emergenza Coronavirus. Come da esposto del Condacons che il 20 ottobre ha messo nero su bianco le richieste di verifica mendate alle procure di mezza Italia. Quella perugina guidata da Raffaele Cantone ha aperto un fascicoli affidandolo al pm Massimo Casucci. Né ipotesi di reato, né indagati (come aveva spiegato la Procura dopo che aveva ricevuto l’esposto dell’associazione dei consumatori) ma una grande mole di materiale da esaminare quello che è stato chiesto durante l’acquisizione al dg della Sanità regionale, Claudio Dario.
E dentro quei passaggi che le domande del Codacons hanno distillato sul filo delle norme e le circolari nate per gestire l’emergenza Covid-19, i finanzieri diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone dovranno leggere le carte chieste alla Regione e delle quali sono ancora in attesa.
Con passaggi chiave legati ad alcuni temi caldi che hanno tenuto banco, e ancora tengono banco, anche nella gestione della fase due, quella della seconda ondata con vista sulla terza. Perché è fuor di dubbio che ha le carte che i finanzieri guarderanno con più attenzione c’è quello relativo a numeri e gestione dei posti letto di Terapia Intensiva. L’Umbria partiva da numeri storici particolarmente bassi, ora i posti letto, a dati aggiornati a ieri, sono 130 (l’obiettivo è 150) dopo che a inizio novembre erano 104.
Lo snodo chiave è la circolare del ministero della Salute numero 2627 del primo marzo scorso. Che tra l’altro chiedeva, nel minor tempo possibile, l’incremento del 50% dei posti letto delle Terapie Intensive e del raddoppio dei posti letto in Pneumologia e Malattie infettive isolati e assistiti con la dotazione necessaria del supporto ventilatorio. Tra l’altro c’era l’indicazione della formazione rapida del personale infermieristico da affidare ale strutture sub intensive.
C’è anche un altro passaggio interessante. È vero che la richiesta è legata agli atti di liberalità, ma è fuor di dubbio che dentro dovranno finire tutti i numeri e i dati delle Rianimazioni. Allora ci potrebbe scappare anche il conto dei ventilatori polmonari che sono arrivati ai vari ospedali dell’Umbria attraverso la raccolta fondi delle donazioni. Quanti ne sono arrivati? Quanti ne sono stai utilizzati? Dove sono stati piazzati? Le stesse domande che sono state transitate, almeno in parte, nelle scorse settimane dal Commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. Che a tutte le Regioni ha chiesto conto e ragione dell’utilizzo dei ventilatori polmonari per le Terapie Intensive, compresi quelli che sono arrivati dalle donazioni.rEcco allora che, sulla base delle domande del Codacons, le carte che i finanzieri andranno a studiare, carte messe in un supporto informatico dagli ufficio della Regione, entreranno anche su un fronte molto particolare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA