Papa Francesco si appella ad Hamas e Netanyahu: «Riprendete la tregua» e poi chiede la liberazione degli altri 150 ostaggi israeliani

Per la seconda domenica di fila la preghiera domenicale dell'Angelus è stata letta al suo posto da monsignor Paolo Braida

Papa Francesco si appella ad Hamas e Netanyahu: «Riprendete la tregua» e poi chiede la liberazione degli altri 150 ostaggi israeliani
Papa Francesco si appella ad Hamas e Netanyahu: «Riprendete la tregua» e poi chiede la liberazione degli altri 150 ostaggi israeliani
di Franca Giansoldati
Domenica 3 Dicembre 2023, 12:45
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Prega subito per le vittime del sanguinoso attentato avvenuto stamattina, durante la messa di Avvento, nelle Filippine, poi però Papa Francesco non nasconde al mondo il proprio dolore e la grande delusione per la tregua rotta da Hamas e la conseguente ripresa dei bombardamenti a Gaza da parte degli israeliani. «Auspico che tutti coloro che sono coinvolti possano arrivare ad un accordo e trovare soluzioni diverse dalle armi e provare coraggiose vie di pace». Senza mai nominare Hamas, né il governo di Netanyahu e neppure i paesi che sostengono Hamas come il Qatar o l'Iran, Francesco si affida fiducioso alla prospettiva della diplomazia, l'unica strada, ha sempre ripetuto, che può condurre fuori dal pantano mediorientale.

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Per la seconda domenica di fila la preghiera domenicale dell'Angelus è stata letta al suo posto da monsignor Paolo Braida che gli ha prestato la voce nuovamente (in curia è ormai chiamato con affetto The Voice).

L'immagine in diretta di Papa Francesco, seduto a una piccola scrivania in una saletta di Santa Marta con dietro il grande dipinto della Madonna che scioglie i nodi, veniva proiettata sui due maxi schermi collocati ai due lati della piazza vaticana. Il messaggio preparato per oggi ha sollevato subito il dramma degli oltre 150 ostaggi israeliani che sono ancora nelle mani dei terroristi. Monsignor Braida ha letto il testo papale: «Pensiamo a quanti sono ancora prigionieri e pensiamo alle loro famiglie». Il pensiero è poi andato a Gaza e ai palestinesi che necessitano di beni di aiuti umanitari. 

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Alla fine, prima di salutare e chiedere preghiere per lui, il messaggio di Francesco è stato per la COP28 a Dubai, alla quale non ha potuto partecipare anche se ha inviato al suo posto il cardinale Parolin che ieri ha letto un articolato discorso sulla transizione energetica e l'impegno delle chiese cristiane, dell'islam, dell'ebraismo, del buddismo, dell'induismo.«Impegnamoci per una conversione ecologica globale».

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