Il Papa sconvolto per l'attentato alla cattedrale in Nicaragua, chiesa e governo ai ferri corti

Domenica 2 Agosto 2020

Citta del Vaticano - «Penso al popolo del Nicaragua che soffre per l’attentato alla cattedrale di Managua, dove è stata molto danneggiata – quasi distrutta – l’immagine tanto venerata di Cristo, che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele; vi sono vicino e prego per voi». Papa Francesco all'Angelus ha rivolto un pensiero a quanto accaduto in Nicaragua ieri. 

Secondo l’arcivescovo di Managua, il cardinale Leopoldo Brenes, si è e' trattato di un «atto pianificato» e di natura terroristica. Nel comunicato ufficiale l’arcidiocesi ieri parlava di un atto di sacrilegio e di una profanazione totalmente da condannare, di fronte al quale occorre stare in costante preghiera.

Ieri un uomo incappucciato ha lanciato una bomba molotov nella cappella del Sangue di Cristo, nella storica cattedrale, provocando un incendio dove è custodita l’immagine del crocifisso. I danni non sono ancora stati quantificati. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.  L’immagine del Sangue di Cristo ha 382 anni di antichità e certamente è stata gravemente danneggiata, come ha spiegato lo stesso cardinale Brenes.

Un gesto preoccupante, che si aggiunge ad altri due attacchi subiti nell’ultimo mese da luoghi sacri, e precisamente dalle cappelle della Veracruz e del Nindirí. E non è la prima volta negli ultimi anni che la cattedrale stessa viene attaccata, sempre nell’attuale clima teso tra il regime di Daniel Ortega e la Chiesa. La vicepresidente e moglie di Daniel Ortega dopo l’accaduto ha minimizzato dicendo che l’incendio è stato provocato dalle candele.

In questo periodo la Chiesa invita a rispettare le misure preventive per evitare il contagio del Covid-19, contrariamente al Governo, che continua a minimizzare gli effetti della pandemia nel Paese. Cosa che non ha mancato di provocare nuove tensioni, mentre la pandemia avanza nel Paese.

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