Il cardinale Zuppi avverte il rischio della strumentalizzazione della fede in politica, eccesso di polarizzazione in ogni campo

Il cardinale Zuppi avverte il rischio della strumentalizzazione della fede in politica, eccesso di polarizzazione in ogni campo
Sabato 3 Settembre 2022, 19:54
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Città del Vaticano - I temi etici, l'uso dei simboli religiosi da parte dei politici, la questione del gender e la fluidità dell'identità sessuale, la polarizzazione della società. Parla a tutto campo il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista all'Osservatore Romano. 

Sulla strumentalizzazione della fede da parte della politica offre questa riflessione: «La polarizzazione, come risposta (falsa) alla complessita', usa le religioni perche' ancora oggi possono smuovere grandi passioni. La polarizzazione e' oggi la cifra di tutta la societa'. E i cristiani non sono estranei alla società. La polarizzazione regna sovrana su tutti i temi, grandi e piccoli. Credo che questa sia la risposta istintiva e semplificante alla complessita' del mondo in cui viviamo. Aderisci, ma non pensi. Schierandoti non hai bisogno di farti molte domande. Noi dobbiamo invece affrontare la complessita' senza timore, porci domande, soprattutto quelle che riguardano il 'chi', cioe' ponendo al centro la persona. Questa e' la via della semplicita' e non della semplificazione».

Il presidente della Cei inoltre avverte il rischio che si possa «avvelenare con la logica politica le relazioni ecclesiali! Non e' un fenomeno solo italiano; penso per esempio alla forte polarizzazione politica rappresentata nella Chiesa americana. Ma laddove la politica ha usato categorie pseudo-teologiche o spirituali per inquinare la vita ecclesiale alla fine hanno perso tutt».

Secondo Zuppi, sui temi etici «non possiamo limitarci a ripetere le lezioncine del passato, ma dobbiamo trovare nuove parole per nuove domande. Con molta franchezza: se sui temi etici il mondo va da un'altra parte vuol dire certo che non dobbiamo omologarci o dire quello che il mondo vuole sentirsi dire ma sapere dire le verita' di sempre nella cultura o nelle categorie di oggi. Questa e' la sfida ed e' tutt'altro che cedevolezza ma responsabilita', altrimenti ripetiamo una verita' diventata dura da accettare».

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