Carlo Acutis, l’influencer sarà beato: «Patrono del web»

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati
Carlo Acutis, l’influencer sarà beato: «Patrono del web»

Dietro la teca di cristallo colpisce il volto di adolescente ricostruito grazie a una maschera di silicone. Il capo è adagiato su un cuscino. Sembra che Carlo Acutis stia ancora dormendo. Il suo corpo è stato traslato in questi giorni ed esposto alla venerazione dei fedeli, ad Assisi, in attesa che venga beatificato domenica nella basilica superiore di San Francesco. Con ogni probabilità sarà lui il patrono di Internet. Jeans, rosario e computer. 

 

Il corpo del ragazzino dei miracoli traslato ad Assisi nella basilica della Spoliazione

 


Carlo era il ragazzino della porta accanto, amava giocare a calcio, andare in montagna e aveva la passione per i computer. Di pari passo però coltivava una fede incredibile in Dio pur essendo cresciuto in una famiglia non praticante. Nella sua stanza, all’insaputa dei genitori, realizzava un nuovo modo di annunciare il Vangelo attraverso app e video. Come quando progettò la mostra sui miracoli eucaristici, che continua ancora oggi a girare nel mondo. La mamma, Antonia Salzano, ha raccontato che il figlio giocava a fare lo scienziato informatico, si divertiva a registrare i filmati con la sua telecamera, a montarli fino a specializzarsi, richiedendo riviste tecniche solitamente usate nelle facoltà di ingegneria informatica. Un piccolo genio. 

 

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Rosario


Carlo è nato a Londra nel 1991 ma è vissuto a Milano. E’ morto nel 2006, a soli 15 anni di leucemia fulminante con il sorriso sulle labbra, rincuorando i genitori e i parenti sul fatto che era certo che avrebbe fatto un bellissimo viaggio nella luce. Ormai in casa nessuno si stupiva più. Nei suoi impegni quotidiani da tempo aveva messo al centro del suo cuore, Gesù. Lo studiava, lo pregava, ne parlava in continuazione. Per questo la Chiesa pensa che la sua vita, seppur breve, sia stata vissuta con totale santità.

Papa Francesco lo ha dichiarato venerabile nell’estate del 2018, additandolo come esempio per tutti i giovani nella “Christus vivit”, un documento nel quale affermava che «attraverso la santità dei giovani la Chiesa può rinnovare il suo ardore spirituale e il suo vigore apostolico». Carlo ripeteva sempre il suo motto: «Per Cristo con Cristo e in Cristo». Una sorta di nativo digitale dell’Eucarestia. Ai genitori il ragazzino chiedeva di poter partecipare alla messa e quando recitava il rosario, nell’iniziale sbigottimento della mamma e del babbo, spiegava candido che era la sua autostrada per il cielo. 

La signora Salzano da tempo sta girando l’Italia per fare conoscere la storia a dir poco strabiliante del figlio. Lei stessa spiega che basta leggere i diari che ha lasciato suo figlio, oppure la mostra virtuale che Carlo aveva progettato sui miracoli eucaristici.

 

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L’evento

 

Ad Assisi si sta preparando un grande evento per quel ragazzino che, con le sue felpe e i jeans, ha dato una scossa al web. Basta vedere quanti sono i siti e i blog dedicati alla sua testimonianza. 
Al Santuario della Spogliazione e’ stata aperta la sua tomba per consentire ai fedeli la venerazione, ovviamente contingentata a causa del Covid. E quando e’ emersa l’immagine di un giovane che sembrava solo dormire, con la sua tuta da ginnastica, sui social in molti hanno gridato al miracolo. Il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino ha dovuto precisare che il corpo di Carlo non è incorrotto (come è accaduto nella storia a qualche santo), si tratta semmai di un trattamento specifico che unito alla maschera di silicone offre allo sguardo l’immagine reale di un adolescente che dorme. Ma per la gente è un dettaglio secondario. Per tutti è già santo.

 

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Ultimo aggiornamento: 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA