CORONAVIRUS

Coronavirus, l'Angelus di Papa Francesco sui maxischermi: «Mi sento in gabbia»

Domenica 8 Marzo 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - In piazza san Pietro ci sono almeno tremila persone, molti di loro sono in fila e di sicuro non rispettano il metro di sicurezza le une dalle altre. Tante associazioni sono lì anche per manifestare solidarietà ai bambini siriani. Papa Francesco appare sui maxischermi e le prime parole che rivolge ai presenti sono per «quelle Associazioni che si impegnano in solidarietà con il popolo siriano e specialmente con gli abitanti della città di Idlib e del nord-ovest della Siria, costretti a fuggire dai recenti sviluppi della guerra. Non si deve distogliere lo sguardo di fronte a questa crisi umanitaria ma darle priorità rispetto ad ogni altro interesse», ha detto all'Angelus. La sua immagine viene riprodotta in diretta. «Mi sento ingabbiato».

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Poi il pensiero va ai malati del coronavirus. «È un pò strana questa preghiera dell'Angelus oggi, col Papa ingabbiato nella Biblioteca ma io vi vedo e vi sono vicino». Il Pontefice, in collegamento via streaming  spiega ai fedeli: questo Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, per evitare affollamento di gente che può favorire la trasmissione del virus». 

Alla fine il Papa, facendo una sorpresa a tutti, si è ugualmente voluto affacciare per una rapida benedizione. Sotto di lui la piazza non era vuota come appariva domenica scorsa.
 

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