Coronavirus, l'appello del Papa: «Non dimenticate gli anziani che oggi soffrono di paura e solitudine»

Martedì 17 Marzo 2020 di Franca Giansoldati
FOTO VATICAN MEDIA

Città del Vaticano – Emergenza solitudine. «Gli anziani soffrono in questo momento in modo speciale. Si tratta di una solitudine interna molto grande e con tantissima paura». Alla messa del Papa trasmessa in streaming alle sette il pensiero è andato a tutti i nonni e le nonne che vivono nel terrore, quasi paralizzati, di poter essere contagiati, facendo fronte a tante difficoltà per muoversi e anche per andare solo a fare la spesa. «Vorrei che stamattina pregassimo per gli anziani. Che il Signore sia loro vicino ai nostri nonni e dia loro la forza, loro che ci danno la saggezza, ci hanno dato la vita e la storia. Siamo vicini a loro con la preghiera» ha detto Francesco.

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Parole che hanno evocato indirettamente il passo dell'Eneide che mostra Enea che scappa portandosi via l'anziano genitore Anchise, mettendoselo sulle spalle. Un appello, quello del Papa, rivolto a tutti, a occuparsi di chi è solo e in età avanzata, cercando di non catalogarlo nella 'categoria dello scarto' come più volte ha denunciato quale rischio principale di tante politiche economiche occidentali.

Durante l'omelia si è concentrato poi sul tema del perdono e di quanto sia difficile dimenticare i torti subiti, i rancori vecchi, alimentando così inimicizie, scavando fossati anche all'interno di famiglie. «Sembra che sia più semplice attaccarsi all'odio e alle vendette che non a perdonare». Una forza distruttiva dietro la quale Papa Bergoglio intravede l'opera del demonio. “il diavolo si accovaccia sempre dietro i nostri rancori”.

 

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