Il silenzio del Papa sulla rivoluzione della Chiesa tedesca, lettera aperta choc di cardinali e vescovi

Mercoledì 13 Aprile 2022 di Franca Giansoldati
Il silenzio del Papa sulla rivoluzione della Chiesa tedesca, lettera aperta choc di cardinali e vescovi

Città del Vaticano – Abolizione del celibato sacerdotale, introduzione del sacerdozio femminile, democratizzazione nella scelta dei vescovi, via libera alle benedizioni delle coppie gay, modifiche al Catechismo della Chiesa cattolica sull'omosessualità. Sono queste alcune delle grandi questioni che la rivoluzione della Chiesa tedesca ha avviato grazie al cammino sinodale dei vescovi partito in sordina tre anni fa e ora giunto ad una svolta. Praticamente è l'ombra di uno scisma che si avvicina.

 La preoccupazione sia a Roma che all'interno degli altri episcopati  cresce e non fa dormire sonni tranquilli nemmeno Papa Francesco che non può più riportare le lancette indietro, una volta autorizzato questo percorso rivoluzionario che in Germania è stato partecipato dalla base e dai vertici, con sessioni di studio, analisi e votazioni. Il risultato è che sul tavolo c'è la pressante richiesta della Chiesa più ricca e  maggiormente generosa con il Vaticano a portare avanti le riforme tanto auspicate dalla maggioranza dei vescovi tedeschi. Insomma, un bel problema per Papa Francesco, uno dei tanti che si sono accumulati sulla sua scrivania. 

In queste ore ben settantaquattro vescovi cattolici di quattro continenti hanno firmato una lettera aperta per una correzione fraterna ai 'colleghi' tedeschi esprimendo preoccupazione per il controverso "Cammino sinodale" intrapreso.

Pur notando la necessità di una riforma nella vita della Chiesa, la lettera afferma che «la storia cristiana è disseminata di sforzi ben intenzionati che hanno perso il loro fondamento nella Parola di Dio, in un incontro fedele con Gesù Cristo, in un vero ascolto dello Spirito Santo, e nella sottomissione delle nostre volontà alla volontà del Padre». La lettera afferma che il «cammino sinodale rischia di portare proprio a questo vicolo cieco».

La lettera che non ha precedenti nella storia, era stata anticipata dall'allarme dell'arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca, che aveva manifestato ai vescovi tedeschi la sua «profonda preoccupazione e ansia». Allo stesso modo ne aveva parlato anche con il Papa. Gadecki in una intervista ai media polacchi aveva riassunto il suo colloquio con il pontefice assicurando che Francesco non approvava per niente il cammino di riforme evidenziato dai tedeschi. Insomma, la rivoluzione progressista a Papa Bergoglio non piace per niente, ma finora non ha voluto esprimersi.

Tra i firmatari della lettera aperta ci sono anche quattro cardinali - il cardinale nigeriano Francis Arinze, il cardinale statunitense Raymond Burke, il cardinale sudafricano Wilfred Napier e il cardinale australiano George Pell – oltre a 15 arcivescovi e 55 vescovi.

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