Vaticano, vertice e preghiere per il Libano, il Papa convoca tutti i patriarchi per trovare una strategia

Vaticano, vertice e preghiere per il Libano, il Papa convoca tutti i patriarchi per trovare una strategia
di Franca GIansoldati
Venerdì 2 Luglio 2021, 06:08
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Città del Vaticano – Papa Francesco ha chiamato in Vaticano tutti i leader religiosi cristiani del Libano per individuare una via per collaborare con i musulmani. Il Paese dei Cedri è sprofondato in una terribile depressione finanziaria e sta affrontando la crisi sociale più grave da 30 anni in qua. Il Papa chiede di mettere gli interessi da parte per lavorare per la stabilità e la pace. La giornata odierna è servita per discutere di come le religioni possono aiutare il paese a rimettersi in piedi. Ha anche ripetuto che vorrebbe visitare il Libano al più presto e che è ancora sotto choc per l'enorme esplosione che l'anno scorso ha ucciso 200 persone e causato miliardi di danni a Beirut. 

«Ci siamo riuniti oggi per pregare e riflettere, spinti dalla preoccupazione per il Libano, preoccupazione forte, nel vedere questo Paese, che porto nel cuore e che ho il desiderio di visitare, precipitato in una grave crisi». 

La giornata è iniziata a Santa Marta e proseguita a San Pietro dove il Papa e i leader delle Chiese cristiane libanesi hanno recitato il Padre Nostro in arabo e poi sono scesi nella cripta per pregare davanti alla tomba di san Pietro, accendendo ognuno una candela. 

I lavori veri e propri e gli scambi sono avvenuti nella Sala Clementina con tre sessioni di confronto e consultazioni. «Oggi abbiamo fatto nostre le parole piene di speranza del poeta Gibran», ha detto Francesco: "Oltre la nera cortina della notte c'è un'alba che ci aspetta. Alcuni giovani ci hanno appena consegnato delle lampade accese. Proprio loro, i giovani, sono lampade che ardono in quest'ora buia. Sui loro volti brilla la speranza dell'avvenire. Ricevano ascolto e attenzione, perché da loro passa la rinascita del Paese. E tutti noi, prima di intraprendere decisioni importanti, guardiamo alle speranze e ai sogni dei giovani. E guardiamo ai bambini: i loro occhi luminosi, ma rigati da troppe lacrime, scuotano le coscienze e indirizzino le scelte»


 


 

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