Monsignore molestato dal suo capoufficio, la legge non è retroattiva: archiviata la denuncia

Martedì 20 Luglio 2021 di Franca Giansoldati
Monsignore molestato dal suo capoufficio, la legge non è retroattiva: archiviata la denuncia

«Estinta per prescrizione». Il tribunale vaticano ha archiviato la denuncia di monsignor Florian Kolfhaus, l'ex funzionario della Segreteria di Stato vaticana che sarebbe stato molestato nel 2004 dal suo ex capo ufficio, un altro monsignore tedesco, Christof Kuhn. Le leggi vaticane entrate in vigore solo tre anni fa sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili - in tema di prescrizione - non sono retroattive. Lo ha stabilito un decreto emesso la scorsa settimana il magistrato d'oltretevere mettendo così fine ad uno scabroso caso affiorato grazie alla denuncia fatta a un tribunale tedesco. I giornali tedeschi che si erano occupati di questa vicenda avvenuta sotto il pontificato di Papa Ratzinger lo avevano chiamato il processo contro la lobby gay in Vaticano.

 

 

Il promotore di giustizia ha riassunto nei dettagli il caso. L'anno scorso monsignor Florian ha presentato in nunziatura, a Berlino, una denuncia raccontando di presunti contatti fisici con monsignor Khun, a sfondo prevalentemente sessuale. Entrambi lavoravano alla sezione tedesca della Segreteria di Stato. «Gia prima della presa di servizio Kuhn aveva costretto Kolfhaus a prestare in una stanza privata un insolito e non previsto giuramento di discrezione e di fedeltà alla sua persona». Successivamente il rapporto tra i due è sempre stato caratterizzato da un comportamento eccessivamente rigoroso e «inspiegabilmente vessatorio nei confronti di Kolfhaus, spinto sino a richieste su aspetti della vita privata di quest'ultimo». Durante il lavoro, si legge ,sarebbero seguiti contatti ancora più stretti, tentativi di approcci sessuali. Un susseguirsi di fatti «certamente configurabili quali mobbing, unitamente alle aggressioni a sfondo sessuale».

Il magistrato scrive: «non può dubitarsi che molti dei riferiti comportamenti configurino nel loro insieme una serie di violazioni della legge penale». Tuttavia per mancanza di retroattività tutto è stato archiviato. 


 

 

«I magistrati vaticani affermano che i fatti sono prescritti, ma questo non significa che una indagine interna comunque andava fatta visto il rilievo dei nomi coinvolti» ha spiegato al Messaggero l'avvocata Laura Sgrò che ha difeso monsignor Florian Kolfhaus, aggiungendo che nella diocesi tedesca di Eischtadl è aperto presso il tribunale diocesano un procedimento penale canonico ancora non concluso. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 12:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA