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Dalla distribuzione dei preservativi alle riforme, la guerra dei Cavalieri di Malta in cerca di unità

Sabato 18 Luglio 2020 di Franca Giansoldati
Dalla distribuzione dei preservativi alle riforme, la guerra dei Cavalieri di Malta in cerca di unità

Città del Vaticano – La guerra civile nell'Ordine di Malta si prepara alla resa dei conti, un po' come la battaglia per il Fosso di Helm della saga del Signore degli Anelli. Altro che Dan Brown. I nobili cavalieri americani e canadesi, stavolta hanno dissotterrato l'ascia di guerra, e si sono schierati compatti contro il blocco tedesco, facendo fronte comune. Una mossa per rompere una egemonia evidente da alcuni anni. Sul fronte opposto a capeggiare la potente lobby tedesca dei cavalieri è molto attivo il nobiluomo Albrecht Boeselager, attuale Gran Cancelliere dell'Ordine.



E' lui che muove i fili, decide, e a detta dei cavalieri americani sta facendo di tutto per intralciare le riforme di Papa Francesco e del suo delegato, il cardinale Angelo Becciu incaricato di traghettare il più antico ordine cavalleresco del mondo fuori dalle secche della palude affaristica, approvando una riforma all'altezza della storia, capace di allargare l'attuale base elettorale anche a chi non vanta quattro quarti di nobiltà, con sangue blu dai tempi delle crociate. Il tentativo del Vaticano è di dare nuova linfa a questa realtà straordinaria e far riaffiorare le radici spirituali decisamente un po' appannate. Un punto sul quale il Papa si è impuntato e non transige. 



In questo contesto magmatico ormai è chiaro che il passaggio più rilevante è l'approvazione di una nuova costituzione dalla quale dipenderà il futuro dei Cavalieri di Malta e non tanto l'elezione del nuovo Gran Maestro, resasi necessaria dopo la morte di fra Giacomo dalla Torre a marzo. Dal punto di vista politico l'approvazione di nuove regole per riformare il governo e ridisegnare le figure che – di conseguenza- dovranno gestire gli asset patrimoniali dell'Ordine per i poveri sembra essere la vera partita in gioco. Follow the money.



Il blocco tedesco però si era portato abbondantemente avanti con il lavoro di revisione costituzionale già alla morte di Dalla Torre, tanto che aveva pronto un testo e si apprestava a farlo approvare attraverso un Capitolo Generale Straordinario calendarizzato per novembre senza le dovute consultazioni. Peccato che Boeselager aveva fatto i conti senza l'oste.

I cavalieri americani e canadesi, quasi un terzo del totale, non hanno esitato a ripulire l'armatura e denunciare, in una lettera al cardinale Becciu, il tentativo tedesco di «bloccare il loro ruolo legittimo di partecipare alla riforma» e il loro diritto a vedere le bozze che erano «state preparate a loro insaputa». Denunciavano tra l'altro anche una riunione carbonara fissata dai tedeschi, in Svizzera, per settembre, e considerata risolutiva per procedere verso le nuove costituzioni. 

In Vaticano di quella riunione nessuno era stato informato e così è dovuto intervenire di peso il cardinale Becciu, previo placet papale, per ripristinare il rispetto delle regole.



Nel frattempo iniziava al di là del Tevere un braccio di ferro sotterraneo e una processione di vari emissari vicini ai tedeschi (ex nunzi chiacchierati, qualche ambasciatore italiano) per cercare una strada mediana, in grado di ammorbidire le posizioni stabilite. Ma la direzione impressa da Becciu in via definitiva era ormai stabilita e approvata dal Papa.

Prima di arrivare all'approvazione della nuova costituzione l'Ordine di Malta dovrà eleggere un nuovo Gran Maestro o, in alternativa, un Luogotenente del Gran Maestro, figura di transito e di garanzia giusto il tempo necessario alla approvazione della costituzione. Dopodichè con le nuove regole si procede ad indire nuovamente altre elezioni con una base elettorale più ampia. 

Per essere designati Gran Maestro al momento è necessario essere cavalieri professi (osservando castità, povertà e obbedienza) e avere sangue blu da ambo i rami genealogici da almeno quattro secoli. Una caratteristica che ovviamente restringe molto il bacino elettorale, spesso per via dell'età avanzata dei cavalieri professi. Da qui la necessità di introdurre altri criteri puntando molto sulla spiritualità. 

Persino l'attuale Luogotenente chiamato a reggere la baracca dopo la morte di fra Giacomo dalla Torre, è un mite ottuagenario portoghese costretto dagli eventi a seguire le ingarbugliate fasi preparatorie nonostante le difficoltà oggettive legate alla sua salute. Da quando è morto fra Giacomo l'istituzione è come se per certi versi fosse in una specie di sede vacante. In questo vuoto il blocco tedesco avrebbe dimostrato un piglio decisionista e la volontà di voler continuare a dirigere i giochi fino a quando non è stato stoppato dal delegato di Papa Francesco.

La parabola di Boeselager in passato è spesso stata al centro delle cronache. Visto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, proprio in questi giorni sono emersi dei vecchi documenti riservati che dimostrano come all'Ordine di Malta, quattro anni fa, si sia consumato una specie di ribaltone dai contorni oscuri e poco chiari. Quasi un complotto. L'allora Gran Maestro, Matthew Festing – persona integerrima ma debole - venne costretto dal Papa a farsi da parte e firmare una clamorosa lettera di dimissioni solo perché aveva messo Boeselager con le spalle al muro per una imbarazzante vicenda legata alla distribuzione di profilattici e pillole abortive nelle zone di guerra gestite dal Malteser – il braccio umanitario dell'Ordine di Malta – contravvenendo evidentemente al Magistero. Venne anche aperta una inchiesta interna e fu anche chiesto un parere alla Congregazione della Fede. L'allora prefetto, il cardinale Muller scriveva nel 2016 che le «iniziative promosse dal Malteser International contrastavano con la dottrina della Chiesa circa la contraccezione che costituisce un atto intrinsecamente non onesto. Per quanto riguarda la distribuzione di tali mezzi a persone non sposate occorre ribadire che una simile iniziativa pur potendo diminuire il pericolo di trasmissione dell'infezione dell'aids all'interno di un comportamento sbagliato non è permessa alle istituzioni cattoliche al fine di evitare lo scandalo presso i fedeli e l'impressione che si approvino comportamenti contrari alla dottrina della Chiesa». Di conseguenza a Boeselager venne chiesto da Festing di dimettersi dall'incarico di Grande Ospedaliere ma a farne le spese fu il Gran Maestro. Quasi un intrigo di corte che negli anni ha scavato una spaccatura dentro l'Ordine mai vista. Guelfi contro Ghibellini senza esclusione di colpi.



Intanto la saga è destinata a continuare in attesa dell'elezione del Gran Maestro a novembre. C'è chi non esclude che potrebbe essere rieletto lo stesso Festing, come atto riparatore, ma l'ipotesi forse non piacerebbe tanto al Papa visto che significherebbe ammettere implicitamente che 4 anni fa aveva preso un granchio, si era sbagliato o forse era stato informato male. 

Nel tam tam interno un gossip divertente rimbalza da una associazione di cavalieri all'altra, dalla Spagna alla Francia, dagli Usa al Portogallo: si tratta della attività intrapresa da alcuni possibili candidati a reperire i documenti necessari per dimostrare di avere le carte in regola per entrare nel club dei cavalieri di onore e devozione, il primo ceto per i super nobili da almeno 4 secoli, meglio se risalenti ai tempi di Goffredo di Buglione. Alcuni noti esperti di araldica e alberi genealogici si sono messi a fare i detective. Un'altra mission impossible. 



Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (SMOM), è un ordine religioso cavalleresco canonicamente dipendente dalla Santa Sede, con finalità assistenziali. È riconosciuto da gran parte della comunità internazionale come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità. L'Ordine ha governato un tempo Rodi (1309-1522), dal 1530 al 1798 le Isole maltesi. Oggi ha un seggio come Osservatore all'Onu dal 1994. È il continuatore dell'antico ordine dei Cavalieri ospitalieri, fondato nel 1048 e reso sovrano nel 1113 da Papa Pasquale II.

Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA