Addio padre Sorge, la voce più libera della Chiesa, l'ultimo tweet a favore delle leggi per le unioni gay

Lunedì 2 Novembre 2020 di Franca Giansoldati
Addio padre Sorge, la voce più libera della Chiesa, l'ultimo tweet a favore delle leggi per le unioni gay

Città del Vaticano Si è spenta stamattina a Milano una delle voci cattoliche più libere e intelligenti della Chiesa italiana. Il gesuita padre Bartolomeo Sorge aveva 90 anni. Aveva diretto Aggiornamenti Sociali, Civiltà Cattolica, il Centro san Fedele di Milano e, durante gli anni Novanta, a Palermo, il centro di formazione politica Pedro Arrupe dove fu uno dei sostenitori della primavera palermitana contro la mafia.

Una delle sue frasi preferite era tratta da uno scritto del Papa emerito Ratzinger: «Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo diritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri».

Lucidissimo fino all'ultimo, dal carattere ironico e aperto, coltissimo, era finito nel mirino dei supporter di Matteo Salvini. Davanti alle ondate cicliche di odio leghista nei suoi confronti si divertiva a twittare dal suo profilo frasi del tipo: «in 90 anni di vita non avevo mai sentito dire ogni sorta di male contro di me, insulti e volgarità. “Beati voi...”, tu ci hai detto, o Gesù. Grazie! Ti prego, benedici chi mi maledice». L'ultimo tweet lo aveva fatto per sostenere le leggi civili a favore delle famiglie gay, stupendosi del gran baccano causato dalle parole di Francesco. «Tanto rumore per nulla! È pacifico da tempo che i diritti personali degli omosessuali (sia singoli, sia in coppia) vanno tutelati dallo Stato. Ma l’unione civile non è matrimonio».

Era anche un aperto sostenitore del ddl Zan e si dispiaceva del muro di tanti cattolici. «Omofobia. I vescovi zittiti come oscurantisti sono la prova del vero pericolo, da essi denunciato, che lo stesso capiti a chi osa difendere la famiglia naturale e il diritto ad avere papà e mamma». Ma si sentiva ugualmente libero di criticare anche il Vaticano e persino la Civiltà Cattolica diretta dal suo confratello, padre Antonio Spadaro. «Tira un brutta aria di crisi. Ieri E. Bianchi lasciava Bose, oggi F. Occhetta (stimato esperto di questioni sociali) lascia La Civiltá Cattolica. La Chiesa italiana non ha bisogno di crisi, ma di una scossa!»

La scossa a cui faceva riferimento riguardava il bisogno di non appiattirsi, di non essere convenzionale ma di continuare ad essere lievito. Sullo jus culturae, per esempio, non aveva dubbi sul criterio da adottare: «Chi con me vive, lavora, paga le tasse...è mio concittadino. Pur diversi uno dall’altro, non vi sono cittadini di serie A o di serie B».

Appassionato di politica seguiva con attenzione i mutamenti della società italiana. Così come in passato si era schierato contro Berlusconi, facendo un appello ai cattolici a non farsi comprare dal Cavaliere, si è schierato pure contro i 5Stelle e i leghisti. Se l'era presa recentemente anche con Ruini: «Sbaglia a benedire Salvini».

Sorge non ha mai avuto paura di dire la sua, di esprimere un giudizio, di affrontare le critiche. Aveva passione e coraggio, una caratteristica quest'ultima che sosteneva essere piuttosto carente nella attuale compagine episcopale palesemente silenziata e conformista. Forse era anche per questo che in un recente articolo firmato per Civiltà Cattolica era tornato a parlare dello storico Convegno che la Chiesa italiana indisse nel 1976 e che immaginava poter essere utile anche oggi per aggiornare metodi e strutture della Chiesa italiana.

 

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA