Le donne in Germania mettono in scacco la Chiesa, il Movimento 2.0 avanza e chiede riforme

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – La frase che Monika Schmelter cita spesso durante i convegni ai quali partecipa, attraversando in lungo e in largo le diocesi della Germania, è: «Ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha esaltato gli umili». La frase tratta dal Vangelo di Luca è di particolare ispirazione per la portavoce del movimento cattolico Maria 2.0, una realtà che assunto sempre più consistenza tra i cattolici tedeschi man mano che avanzava dal basso la richiesta di riforme nella Chiesa in Germania. 

Monika Schmelter si batte, a nome di decine di migliaia di donne tedesche, per la parità dei diritti nella Chiesa cattolica. Non tanto per il sacerdozio femminile piuttosto per la effettiva uguaglianza nel decision making all'interno delle strutture ecclesiali. Da quelle della semplice parrocchia, alle diocesi più strutturate e importanti. A suo parere uno dei motivi per i quali la gente abbandona la fede e si disaffeziona alla partecipazione attiva è da collegarsi allo scollamento tra le istituzioni e la vita quotidiana delle famiglie. I giovani soprattutto non capiscono più le discriminazioni tra uomini e donne, divenute ormai anacronistiche. 

Monica quando gira le diocesi o parla ai convegni fa leva su una realtà sotto gli occhi di tutti: che le donne sono la spina dorsale delle parrocchie cattoliche in tutta la Germania. 

Da un anno in qua la Chiesa tedesca è scossa da un forte vento di riforma. I vescovi hanno approvato un percorso biennale di revisione – una sorta di sinodo nazionale - per parlare apertamente e affrontare i punti più sentiti dalla opinione pubblica: celibato sacerdotale, morale sessuale, omosessualità, trasparenza nella gestione dei casi di abuso, sacerdozio femminile, ruolo delle donne nella Chiesa. In Vaticano si osserva con preoccupazione l'andamento del dibattito interno e gli sviluppi del sinodo, sperando che questo non arrivi a generare uno scisma. 

Il movimento femminile è una piccola parte di questo movimento riformatore. In particolare il gruppo Maria 2.0 ha preso il via due anni fa, partendo da una piccola parrocchia di Muenster, dove le donne si sentivano evidentemente emarginate all'interno della chiesa. Tutto è partito da una specie di sciopero. Le donne si rifiutavano di entrare in chiesa, non aiutavano più in sacrestia, pregavano fuori dalla parrocchia, evidenziando plasticamente il proprio dissenso. Lentamente l'idea della resistenza passiva ha contagiato altre diocesi fino ad arrivare anche in Austria e in Svizzera. 

Una delle fondatrici del movimento, Lisa Kötter parlando alla tv tedesca ha ironicamente criticato chi è contrario alle aperture sostenendo che «Gesù non ha mai ordinato un uomo come sacerdote. E certamente non ha mai fondato una chiesa puramente romana». Se la Chiesa fosse disposta, almeno in parte, a cambiare le sue strutture patriarcali, e a «trattare le donne allo stesso modo, allora potrebbe diventare una Chiesa veramente globale che sarebbe in grado di fare molto di più per sostenere le donne di tutto il mondo». 

Il movimento Maria 2,0 da tempo mette in evidenza il grande disagio diffuso tra le donne cattoliche davanti ai tanti scandali di natura sessuale e finanziaria. 


 

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