Papa Francesco appoggia il Global Compact e lancia un appello ai governi, «siate compassionevoli»

Domenica 16 Dicembre 2018 di Franca Giansoldati
Papa Francesco appoggia il Global Compact e lancia un appello ai governi, «siate compassionevoli»

Città del Vaticano – Papa Francesco benedice dalla finestra del suo studio le statuette di Gesù che migliaia di bambini agitano in aria, in piazza san Pietro, durante la tradizionale benedizione dei Bambinelli del presepe. Subito dopo, al termine dell'Angelus, il pontefice ha lanciato un accorato appello alla comunità internazionale sul tema delle migrazioni. «La settimana scorsa è stato approvato a Marrakech, in Marocco, il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare, che intende essere un quadro di riferimento per la comunità internazionale. Auspico pertanto che essa, grazie anche a questo strumento, possa operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese, e affido questa intenzione alle vostre preghiere».

L'argomento è stato affrontato anche ieri, durante l'udienza privata al premier Conte. Recentemente il Vaticano non aveva mancato di manifestare una certa delusione per il mancato appoggio italiano al Global Compact on Migration siglato a Marrakesh da 164 nazioni. Al patto Onu sui migranti non hanno aderito diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Polonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, l’Australia, l’Austria e la Lettonia. L’Italia e la Svizzera hanno però annunciato di volere sottoporre il testo all’esame del Parlamento prima di aderire anche se Inizialmente l'Italia avrebbe dovuto firmarlo. Proprio in questo periodo il tema dei migranti divide Palazzo Chigi e la Chiesa. Da una parte il ministro dell'Interno, Salvini e dall'altra Famiglia Cristiana e Avvenire, oltre che un buon numero di vescovi e cardinali. 

L'ultimo vescovo che è intervenuto pubblicamente è stato monsignor Giuseppe Piemontese di Terni che ha inviato una lettera augurale alla città in vista delle festività attaccando duramente il Decreto sicurezza. «Quest’anno il presepe vivente, in molte parti d’Italia, non sarà una sacra rappresentazione, ma una drammatizzazione dal vivo perché il Decreto sicurezza, mentre è venuto incontro in alcuni punti ad aspettative legittime, ha abbandonato a se stessi e tra mille difficoltà, migliaia di immigrati di ogni colore e provenienza, che vivono nelle nostre città. E tuttavia abbiamo fiducia perché, molti uomini e donne di buona volontà, a Natale e in futuro, si faranno strumenti concreti della Provvidenza di Dio. Se vogliamo vivere un Natale vero, cristiano occorre che ciascuno si apra a sentimenti e opere di compassione, umanità, accoglienza e condivisione».



























 

Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 14:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA