Pedofilia nella chiesa: il summit rigetta la definizione "tolleranza zero"

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – In Vaticano lo slogan coniato in America «zero tolleranza» verso i preti pedofili continua a non andare giù. E' indigesto. Perchè la Chiesa utilizza pochissimo il termine tolleranza zero nei documenti? Il termine non era presente neanche nella 'road map' anti abusi riassunta dal Papa in 21 punti frutto degli spunti formulati dalle diverse Conferenze episcopali. La questione viene fatta notare in conferenza stampa e dalla risposta fornita da padre Federico Lombardi, riciclato come moderatore all'incontro sugli abusi, si capisce che l'assemblea è spaccata.

«Io ho difficoltà a lasciarmi catturare dal termine 'tolleranza zerò perché è limitativo del problema legato agli abusi. C'è una pastorale della cura, dell'accompagnamento, della prevenzione che la parola 'tolleranza zerò non spiega. È un problema di adeguatezza nell'aiutarci ad affrontare la complessità del problema». Meno perentorio il cardinale O'Malley che ha aggiunto di non essere contrario alla parola 'tolleranza zero. Non mi piace usarla perchè ha radici che rimandano ad una cultura di matrice imperialista».

Mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e membro del Comitato organizzativo del summit, ha osservato: «Nessuno, credo, oserebbe dire che va lasciato nel suo ministero chi può fare male ai bambini. La questione centrale per me non è la punizione ma la protezione del gregge» da ogni forma di abuso.

La seconda giornata di incontri fa il punto sulla condivisione dell'obbligo di denuncia degli abusi sessuali. «La giornata dedicata all'accountability' (il dovere rendere conto) è stata motivo di riflessione sulla necessità di creare una cultura della denuncia. «Siamo qui grazie al coraggio delle vittime - ha detto l'arcivescovo di Chicago, Blase Cupich -. Oltre alla discussione collegiale, serve anche una strategia. Il Papa ha detto che vuole risultati concreti, se non c'è reale senso di responsabilità da parte di ogni vescovo non si arriverà a nulla».

«La leadership episcopale deve capire i danni causati, il tradimento che è stato inflitto ai bambini vulnerabili», ha evidenziato il cardinale Patrick Sean O'Malley, arcivescovo di Boston, presidente della Commissione pontificia per la Tutela dei minori e membro del Collegio dei cardinali che, parlando delle nuove norme per i casi di pedofilia contenute nella Lettera apostolica del Papa 'Come una madre amorevolè, ha spiegato che la Santa Sede è al lavoro per dare un chiarimento su tutto. Per quanto riguarda la responsabilità dei vescovi negligenti rispetto ai casi di pedofilia, il porporato ha detto che servono protocolli chiari.
Venerdì 22 Febbraio 2019, 19:41 - Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 13:30
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