Papa Francesco vuole "raddrizzare" la Congregazione del Culto e ordina una ispezione: curia sotto choc

Martedì 16 Marzo 2021 di Franca GIansoldati
Papa Francesco vuole "raddrizzare" la Congregazione del Culto e ordina una ispezione: curia sotto choc

Città del Vaticano – Choc in curia. C'è chi la chiama indagine, chi investigazione, chi addirittura commissariamento: di fatto - al di là della definizione lessicale - si tratta di un atto straordinario decisamente inusuale ordinato personalmente dal Papa per 'raddrizzare' la Congregazione del Culto Divino, il 'ministero' vaticano incaricato della promozione, della regolamentazione della liturgia e dei sacramenti. Praticamente il centro nevralgico della Chiesa che opera per armonizzare i riti e limitare gli abusi liturgici in tutto il mondo.

L'iniziativa papale avviata in sordina non si sa bene quanto durerà e nemmeno perchè di preciso sia stata voluta. Tutto resta come al solito avvolto nel mistero benchè appaia per quel che è: l'ennesima stangata ad un organismo di curia. Una decisione del genere (che non ha precedenti) investirà in pieno l'operato di uno pochi cardinali che, pur essendo sempre stato leale al pontefice, non si è mai fatto condizionare troppo dal mainstream rimanendo su posizioni decisamente tradizionaliste. 

L'africano Robert Sarah, da poco andato in pensione, è sempre stato annoverato tra i conservatori e descritto come un porporato con la schiena dritta che al pontefice ha sempre parlato con chiarezza e coraggio, manifestando in alcune circostanze differenze di vedute, a costo di risultare impopolare. Chissà se questo aspetto a lungo andare non sia risultato sgradito a Santa Marta.

Sarah, per esempio, è l'autore dell'ormai famoso libro scritto a quattro mani con il Papa Emerito Ratzinger dedicato alla difesa del celibato sacerdotale, e la cui uscita clamorosa, due anni fa, avrebbe di fatto stoppato alcune riforme già pronte durante il sinodo sull'Amazzonia.

Raggiunto il termine per il pensionamento – i 75 anni - il cardinale ha presentato la propria rinuncia al Papa che ha accettato a strettissimo giro, senza nominare alcun successore. La Congregazione è finita così al centro di una ispezione che è iniziata da qualche giorno, in sordina, senza essere accompagnata da alcuna comunicazione ufficiale. Il vescovo incaricato di setacciare la congregazione, effettuare incontri, interviste, richiedere documenti è l'attuale vescovo di Castellaneta, Claudio Maniago, estensore del nuovo messale nella traduzione italiana. Un esperto di liturgia.

Si parlò molto di lui una decina di anni fa, per tutt'altra vicenda, quando a Firenze fu tirato in ballo indirettamente in una orribile storia di abusi che aveva al centro un prete di una parrocchia fiorentina (poi ridotto allo stato laicale). Su Maniago vi furono polemiche a non finire perchè c'era chi a Firenze lo accusava di avere ignorato le richieste delle vittime e avere dato copertura al prete pedofilo. Poi la questione decadde, fu smentita e messa a tacere e nel 2008 il cardinale Betori lo confermò vicario diocesano e nel 2014 Papa Francesco lo promosse vescovo. 

La congregazione del Culto divino durante il pontificato di Francesco è spesso stata al centro di polemiche per le sue interpretazioni rigorose alla tradizione liturgica. Il cardinale Sarah si è trovato in alcuni frangenti in posizioni distanti rispetto alla ventata di novità proposta dal pontefice. Fino a ricevere anche qualche rimbrotto paterno da parte del Papa. Di sicuro il cardinale Robert Sarah non avrebbe mai autorizzato nei giardini vaticani la fantasiosa preghiera con l'idolo amazzonico di legno raffigurante la Madre Terra, la Pachamama, un feticcio che le popolazioni indie venerano come fosse la Madonna e che ad un certo punto è spuntato anche a san Pietro e durante una cerimonia nei giardini vaticani con al centro il Pontefice. Un passaggio che ha scatenato lo sbigottimento di vescovi e fedeli in tutto il mondo. 

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 17:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA