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Zelenski telefona al Papa, il viaggio a Kiev slitta ancora per via della salute di Bergoglio

Il cardinale Koch ha detto che ad oggi non vi è alcun dialogo tra Roma e Mosca su questioni teologiche

Venerdì 12 Agosto 2022 di Franca Giansoldati
Zelenski telefona al Papa, il viaggio a Kiev slitta ancora per via della salute di Bergoglio

Città del Vaticano – Il viaggio a Kiev di Papa Francesco resta appeso all'andamento della sua salute e, molto probabilmente, slitterà ancora. Un progetto sofferto e più volte rimandato che da diversi mesi è al centro di un estenuante tira e molla diplomatico, in una triangolazione continua tra il Vaticano, la capitale Ucraina e Mosca, considerando che Bergoglio agisce con circospezione per non danneggiare i rapporti con il Cremlino costruiti in questi anni e sfociati nel 2016 nell'incontro a Cuba con il Patriarcato ortodosso. Da quando è iniziata la guerra di Putin contro Kiev, gli ucraini hanno più volte reiterato l'invito al pontefice a visitare i luoghi del martirio, affinchè Francesco potesse  rendersi conto personalmente della devastazione bellica. Per una ragione o per l'altra però il viaggio è sempre stato spostato in avanti nonostante il pressing del presidente Zelensky e le preghiere dei vescovi cattolici. L'ultimo tentativo è stato fatto oggi da Zelenski che ha avuto una lunga conversazione con Santa Marta, come ha avuto modo di sintetizzare su Twitter. Naturalmente il presidente ha glissato sulla questione del viaggio, che sembrerebbe subordinata alla salute papale.

«Ho parlato con il Papa. L'ho aggiornato sull'aggressione della Russia contro l'Ucraina, dei suoi crimini orribili. Sono grato al pontefice per le sue preghiere per l'Ucraina. Il nostro popolo ha bisogno del sostegno dei leader spirituali mondiali che dovrebbero trasmettere al mondo la verità sugli atti di orrore commessi dall'aggressore in Ucraina» ha scritto in un tweet.

Esattamente come aveva fatto anche l'ambasciatore ucraino Andry Yurash la scorsa settimana, anche Zelenski ha rinnovato l'invito a recarsi in Ucraina. Finora - nonostante diversi segnali vaticani e parole di circostanza da parte di Bergoglio - non ci sono date certe all'orizzonte e tutto è avvolto in un orizzonte fluido. «Dall'inizio della guerra è stata la terza conversazione telefonica tra Papa Francesco e il presidente Volodymyr Zelensky. Ringraziando per la preghiera e il supporto umanitario, l'Ucraina conferma ancora: lo Stato e la società ucraina saranno felici di accogliere il Santo Padre. Il tocco papale alla terra sofferente può aiutare a fermare la guerra e portare la pace» ha spiegato l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash oggi su Twitter.

Secondo quanto apprende il Messaggero tutto sembra essere subordinato alla salute papale.

Gli Ucraini si aspettano da un viaggio del Papa a Kiev parole inequivocabili. Per esempio l'assunzione di denunciare pubblicamente dell'aggressione della Ucraina da parte del governante aggressore, citandolo con nome e cognome: Vladimir Putin. Si aspettano che difenda la integrità territoriale del paese anche perchè l'integrità non può essere un principio da sottoporre a negoziati. Infine si aspettano di sentire dal Papa parole sui territori occupati che dovrebbero essere restituti e che il referendum fatto a suo tempo in Crimea è stata una frode. 

In questi giorni il cardinale Kurt Koch, responsabile per le questioni ecumeniche in Vaticano, (favorevole a un viaggio a Kiev) ha espresso scetticismo su un possibile incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill in Kazakistan in settembre. Il viaggio in Kazakistan è già stato confermato dal Pontefice per la metà di settembre. In una intervista alla agenzia tedesca Kna il cardinale ha spiegato che se mai si incontrassero dovrebbero poi firmare una dichiarazione congiunta contro «questa guerra insensata e crudele».

In Ucraina, ha detto, «sarebbe percepito come molto difficile se il Papa incontrasse il patriarca ortodosso russo prima di visitare l'Ucraina». Koch ha poi affermato che attualmente non vi è alcun dialogo tra Roma e Mosca su questioni teologiche, dal momento che il Patriarcato di Mosca ha abbandonato il dialogo teologico internazionale tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse dopo la guerra.

Il progetto di un viaggio in Ucraina era auspicato dagli ucraini prima della visita papale in Kazakistan, confermata per metà settembre: tra i leader religiosi che prenderanno parte al summit kazako ci sarà anche il patriarca Kirill, il leader che ha benedetto la “guerra giusta” contro Kiev. 

Ultimo aggiornamento: 23:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA