Ucraina, il Patriarca Kirill rilancia: «Vogliono indebolire la Russia, Paese forte e potente»

Kirill esprime orrore per chi ha armato "i fratellastri e correligionari"

Giovedì 10 Marzo 2022 di Franca Giansoldati
Il Patriarca Kirill rilancia: «Vogliono indebolire la Russia, paese forte e potente»

Città del Vaticano - Il Patriarca Kirill non deflette di un millimetro, stavolta parla dell'azione del diavolo che ha fomentato la guerra, e in un sermone tenuto ieri a Mosca conferma di avere una visione del conflitto ben chiara. Il nazionalismo fa da sfondo: «Uno degli obiettivi di questa geopolitica è quello di indebolire la Russia, che è diventata un paese forte, molto potente. Ma quanto è vile e spregevole usare una nazione fraterna per raggiungere questi obiettivi geopolitici! Che cosa terribile mettere questo popolo contro i suoi fratelli!».

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Kirill esprime orrore per chi ha armato «i fratellastri e correligionari! Tutti coloro che lo fanno sotto forma di propaganda sotto forma di azioni concrete, creano le precondizioni per l'espansione del conflitto militare - tutte queste persone sono nemici sia della Russia che dell'Ucraina. Sono contro la nostra unità, contro le nostre radici spirituali, e quindi, indipendentemente dal fatto che si chiamino credenti o non credenti, sono contro la volontà di Dio, che mira sempre alla pace, alla fratellanza, all'amore». Come dire che la Russia, insomma, viene prima del Vangelo.

La posizione di Kirill, patriarca di Mosca, talmente netta e stridente con le immagini della guerra, sta sollevando prese di posizione nel mondo ortodoso sempre più forti. Per esempio quella del metropolita Giovanni di Dubna, l'arcivescovo delle Chiese ortodosse di tradizione russa in Europa che si fa portavoce dello sgomento della comunità.

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«A nome di tutti i fedeli della nostra arcidiocesi, mi rivolgo a voi affinché alziate la vostra voce come Primate della Chiesa Ortodossa Russa contro questa guerra mostruosa e insensata e per intercedere presso le autorità della Federazione Russa affinché al più presto cessi questo conflitto assassino, che fino a poco tempo fa sembrava impensabile tra due popoli e due nazioni unite da secoli di storia e dalla loro comune fede in Cristo». Il metropolita ha poi preso le distanze da un precedente sermone di Kirill in cui parlava di una lotta metafisica tra il bene (la Russia) e il male (l'Occidente), visibile plasticamente persino nei diritti garantiti alle coppie gay. 

«Con tutto il rispetto che vi è dovuto, e dal quale non mi allontano, ma anche con infinito dolore, devo portare alla vostra attenzione che non posso sottoscrivere una tale lettura del Vangelo. Nulla potrà mai giustificare che i “buoni pastori” che dobbiamo essere, debbano cessare di essere “artigiani di pace” e che qualunque siano le circostanze».

 

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