Summit sulla pedofilia: rotto il tabù del fondatore dei Legionari di Cristo che abusava dei seminaristi

Summit sugli abusi: rotto il tabù di Maciel, lo scandalo più grande
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di Franca Giansoldati

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Città del Vaticano – Ci voleva il coraggio di una donna per scuotere in modo tanto franco cardinali e vescovi: «Chiedetevi: siete nemici di quanti commettono abusi o li coprono tanto quanto lo siamo noi giornalisti? Noi abbiamo scelto da quale parte stare. Voi, lo avete fatto davvero, o solo a parole?».

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A parlare a nome di tutti i giornalisti è la decana dei vaticanisti, la messicana Valentina Alazraki, corrispondente della tv Televisa che offre una alleanza tra prelati e stampa. «Se siete contro quanti commettono abusi o li coprono, allora stiamo dalla stessa parte. Possiamo essere alleati, non nemici. Vi aiuteremo a trovare le mele marce e a vincere le resistenze per allontanarle da quelle sane. Ma se voi non vi decidete in modo radicale di stare dalla parte dei bambini, delle mamme, delle famiglie, della società civile, avete ragione ad avere paura di noi, perché noi giornalisti, che vogliamo il bene comune, saremo i vostri peggiori nemici».

Alazraki lamenta che troppo spesso, in questi anni, si sono sentiti cardinali e vescovi che dicevano che lo scandalo degli abusi è «colpa della stampa, che è un complotto di certi mass media per screditare la Chiesa, che dietro ci sono poteri occulti, per mettere fine a questa istituzione».

L'appello è di comunicare le notizie sui preti pedofili «perché, se non lo fate – ha detto Alazraki - diventate automaticamente complici di quanti commettono abusi. Non fornendo le informazioni che potrebbero evitare che queste persone commettano altri abusi, non state dando ai bambini, ai giovani, alle loro famiglie gli strumenti per difendersi da nuovi crimini».

Per la prima volta dall'inizio del summit sugli abusi nella sala vaticana affiora così la storia più mostruosa e sproporzionata di abusi della Chiesa in epoca moderna: il caso del fondatore dei Legionari di Cristo, Maciel Macial Degollado.

«Sono messicana – ha detto - e non posso non menzionare il caso forse più terribile che sia accaduto all’interno della Chiesa, quello di Marcial Maciel, il fondatore messicano della Legione di Cristo. Sono stata testimone di questo triste caso dall’inizio alla fine (…) Non bisogna dimenticare che nella Legione c’era un quarto voto secondo il quale se un legionario vedeva qualcosa che non lo convinceva di un superiore, non poteva né criticarlo né tanto meno commentarlo. Senza questa censura, senza questo occultamento totale, se ci fosse stata trasparenza, Marciel Maciel non avrebbe potuto abusare per decenni di seminaristi e avere tre o quattro vite, mogli e figli, che sono arrivate ad accusarlo di avere abusato della sua stessa prole. Per me questo è il caso più emblematico di una comunicazione malata, corrotta, da cui si possono e si devono imparare varie lezioni».
Sabato 23 Febbraio 2019, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 13:33
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