Ratzinger sul celibato spiazza il Vaticano e la Chiesa si spacca

Martedì 14 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - La realtà è quasi meglio della fiction. La grande vertenza sul celibato dei preti - manco farlo apposta - è scoppiata tra i due Papi proprio nella festa Sant'Ilario di Poitier, grande teologo e vescovo del IV secolo, sposato e con una figlia a carico. Il giorno successivo al macigno teologico spinto da Benedetto XVI come una pietra tombale sull'abolizione del celibato, nei sacri palazzi restavano solo enormi imbarazzi e disagi diffusi soprattutto perché l'immagine percepita dai fedeli in tutto il mondo è ormai quella di un papato spaccato in due come un melone.

Dal suo buen retiro monacale sul colle vaticano il Papa emerito non immaginava di creare tanto chiasso. I suoi collaboratori dicono che in realtà voleva solo fare emergere la retta dottrina sulla disciplina del celibato e non immaginava di certo che il cardinale Robert Sarah - un ultra conservatore su posizioni decisamente poco bergogliane - utilizzasse le sue 15 cartelle scritte a settembre, un mese prima del sinodo sull'Amazzonia, per farne un libro a quattro mani, impegnando il suo nome in quel modo. Ratzinger desiderava mettere in guardia che qualsiasi innovazione in merito sarebbe stata da considerarsi fuorviante e contro la volontà degli ultimi pontefici (Francesco dal suo elenco è però stato escluso).

Insomma, una frittata di proporzioni universali. Tutti in Vaticano sono stati presi alla sprovvista di questa sortita teologica, persino Papa Francesco non ne era a conoscenza. Forse proprio per questo ieri mattina, scuro in volto, ha evitato la predica a Santa Marta. Una iniziativa di tale portata alla vigilia della pubblicazione della esortazione post-sinodale sull'Amazzonia di Papa Francesco (nella quale dovrà pronunciarsi sulla questione del celibato) è stata un fulmine a ciel sereno. Fatto sta che ieri mattina il Vaticano è dovuto correre ai ripari assicurando che tra i due Papi non c'è dualismo e l'armonia regna sovrana.

Il direttore della sala stampa, Matteo Bruni, ha firmato la dichiarazione(scritta) più controllata degli ultimi tempi, persino la collocazione delle virgole è stata sottoposta ad una ossessiva verifica mentre il sito Vatican News, tipo la Pravda, rassicurava che quello di Ratzinger è stato un contributo in «filiale obbedienza» al Papa.

«La posizione del Santo Padre sul celibato è nota. Nel corso della conversazione con i giornalisti al ritorno da Panama, Papa Francesco ha affermato: «Mi viene alla mente una frase di San Paolo VI: Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato. E aggiungeva: Personalmente penso che il celibato sia un dono per la Chiesa. Io non sono d'accordo di permettere il celibato opzionale, no. Soltanto rimarrebbe qualche possibilità nelle località più remote - penso alla Isole del Pacifico».

Probabilmente nel testo del documento post-sinodale in uscita non ci sarà nessuna apertura, tuttavia questo episodio offre uno spaccato drammatico delle difficoltà che sta vivendo l'attuale pontificato. Altro che la fiction dei due Papi. E in ogni caso, al di là del parere fornito da Ratzinger, in Brasile, in Germania, in Francia, in Belgio, in Olanda i gruppi riformisti continueranno ugualmente a lavorare per aprire una breccia sulla ordinazione dei preti sposati. Il Sinodo sull'Amazzonia, del resto, era chiaro che sarebbe servito a questo scopo, oltre a quello di dare finalmente la possibilità alle donne di avere un ruolo come diaconesse. Altra questione spinosa che solo a nominarla apre altri contenziosi, lasciando morti e feriti sul terreno. © RIPRODUZIONE RISERVATA