La Chiesa di Roma prepara un grande convegno sullo stato di salute della Capitale: «Serve dialogo»

Mercoledì 8 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Non si parlerà di politica ma di tutto quello che a Roma non funziona e di cui ci sarebbe bisogno. Compreso il decoro urbano e l'igiene nelle strade, tanto per fare un esempio. Il Vicariato di Roma sta preparando una inedita maratona di tre giorni fatta di convegni e incontri dedicati alla Capitale e al suo stato di salute. Ma attenzione, spiega monsignor Gianpiero Palmieri, il vescovo ausiliare incaricato di mettere a punto il grande appuntamento che cadrà il 21 aprile, giorno del Natale di Roma. «Non sarà affatto un momento di denuncia, e non sarà come lo storico convegno sui mali di Roma».

L'allusione del vescovo è al congresso cattolico che fu organizzato verso la metà degli anni Settanta tra diverse realtà cattoliche romane per mettere a fuoco le aree di intervento più urgenti (anche sociali e politiche), soprattutto nei quartieri periferici e nelle borgate. Stavolta nulla di tutto questo.

La parola d'ordine è dialogo. «Bisogna dialogare». Naturalmente è invitata anche la sindaca Virginia Raggi, i cui rapporti con il Papa e con il Vicariato sono davvero buoni, anche sotto il profilo umano e personale. «Tanto per capire: il giorno dell'avvio di questo momento di dialogo, il prossimo 19 aprile, è prevista la Festa dei Popoli con l'obiettivo di mettere assieme tutte le culture presenti nella capitale, tutte le comunità etniche, senza esclusione alcuna» ha spiegato Palmieri. Poi nei giorni a seguire sono in cantiere tavole rotonde dedicate ad argomenti chiave: la famiglia, la sanità, i giovani, l'immigrazione, il tema della casa, la cultura, la situazione di povertà, i nodi della città.

Si parlerà anche dell'emergenza dell'immondizia e del blitz dei Nas? «Ci mettiamo in ascolto della città per ognuna di queste aree tematiche. Ci sarà anche questo ma, ripeto, sarà un momento di dialogo. L'obiettivo è mettere assieme i protagonisti della vita della città e ascoltarli, una occasione per dialogare e gettare ponti per un lavoro costruttivo. Il momento principale sarà l'ascolto» sottolinea il vescovo.

A essere coinvolti saranno i catechisti, le famiglie, soprattutto quelle più giovani, i millennials, i capiscout, gli insegnanti di religione, tante scuole, gli ammalati, i poveri. L'obiettivo è mappare il territorio con le informazioni necessarie per una più adeguata evangelizzazione

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