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Prete terapeuta accusato di pedofilia iscritto al convegno vaticano sul sacerdozio: choc tra le vittime

Venerdì 18 Febbraio 2022 di Franca Giansoldati
Prete terapeuta accusato di pedofilia al convegno vaticano sul sacerdozio: choc tra le vittime

Città del Vaticano – Choc tra le vittime. Al maxi convegno vaticano sul sacerdozio aperto ieri da Papa Francesco - dove si affronta anche la grande piaga pedofilia - risulta iscritto tra i partecipanti un prete-psicoterapeuta francese attualmente sotto processo alla Congregazione della Fede per aver abusato sessualmente di almeno cinque suoi pazienti. Il nome di monsignor Tony Anatrella compare come se niente fosse nella lista degli iscritti e, naturalmente, questa singolare svista getta una luce obliqua sull'atteggiamento della Chiesa nei confronti degli abusatori. Mentre il cardinale Marc Ouellet - organizzatore del simposio - ha minimizzato l'episodio («non mi occupo delle iscrizioni»)  la singolare presenza di Anatralla ha suscitato dolore tra le vittime. Ad accorgersi della frittata è stato il domenicano Philippe Lefevre, esperto di contrasto agli abusi sessuali nella Chiesa che sui social ha postato un commento pieno di tristezza.

«Questo ritorno vergognoso sulla scena pubblica manifesta il suo 'stile' abituale. L'assenza totale di vergogna, di pudore, di discrezione». Anatrella, molto famoso in Francia, già consulente del Vaticano nonostante le accuse sembrebbe continuare a fare conferenze in giro per il mondo.

Alla congregazione per la Dottrina della fede a suo carico c'è un processo canonico per aggressione sessuale a danno di minorenne. Anatrella, 80 anni, era già stato sospeso "a divinis" nel 2018 per altri abusi su pazienti maggiorenni.

Le aggressioni sessuali si sarebbero svolte nel contesto delle attività di psicoterapia condotte da Anatrella, in passato è stato consultore di diversi dicasteri vaticani. Egli teorizzava percorsi psicoterapici per curare l'omosessualità. Nel luglio del 2018 un'indagine affidata dall'allora arcivescovo di Parigi Michel Aupetit al suo vicario generale, Eric de Moulins Beaufort - attuale presidente della conferenza episcopale francese - giunse ad accertare che le accuse erano fondate e fu decisa la sospensione "a divinis". Il presule era stato sanzionato con il divieto di svolgere la funzione di psicoterapeuta, di celebrare i sacramenti, di intervenire ad eventi pubblici senza il previo accordo dell'arcivescovo.

 

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