Imbarazzo in Vaticano per la sentenza della Procura di Parigi, l'ex vescovo (silurato dal Papa) è innocente

Ecco il caso dell'ex arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit

Imbarazzo in Vaticano per la sentenza della Procura di Parigi, l'ex vescovo (silurato dal Papa) è innocente
Imbarazzo in Vaticano per la sentenza della Procura di Parigi, l'ex vescovo (silurato dal Papa) è innocente
Franca Giansoldatidi Franca Giansoldati
Venerdì 15 Settembre 2023, 17:09
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Il caso dell'ex arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, silurato da Papa Francesco sulla scorta di “chiacchiere” per avere avuto una amante, e senza prima attendere l'esito delle indagini dei magistrati francesi (per una denuncia successiva di abusi su un'altra donna) ora potrebbe trasformarsi in un boomerang e appannare un po' l'immagine del pontificato. «Innocente perché il fatto non sussiste». La Procura d'oltralpe aveva aperto una inchiesta per verificare la denuncia per aggressione sessuale su una persona vulnerabile a seguito di una segnalazione proveniente dalla diocesi di Parigi ma ora ha stabilito che non c'era nulla che potesse essere classificato come reato. La Procura ha da poco chiuso il caso e di conseguenza la Chiesa francese si interroga su cosa sia davvero accaduto a Santa Marta per far rotolare la testa di questo vescovo.

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L'inchiesta era stata aperta nel dicembre 2022 ed era stata affidata alla BRDP (Brigade de répression de la délinquance aux personnes) che dopo mesi di lavoro ha affermato di non avere individuato nessun gesto inappropriato e nemmeno momenti di ambiguità. Papa Francesco lo aveva però già giubilato e sostituito alla guida della diocesi di Parigi con un altro vescovo, mettendo a riposo anzitempo Aupetit e sottoponendolo inevitabilmente alla gogna mediatica. 

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Ai giornalisti che due anni fa chiedevano spiegazioni a Francesco sulla sua decisione di deporre Aupetit senza alcun appello, durante il viaggio apostolico a Cipro e in Grecia, nel dicembre 2021, spiegava. «Prima di rispondere io dirò: fate l’indagine.

Fate l’indagine. Perché c’è pericolo di dire: “E’ stato condannato”. Ma chi lo ha condannato? “L’opinione pubblica, il chiacchiericcio…”. Ma cosa ha fatto? “Non sappiamo. Qualcosa…”. Se voi sapete perché, ditelo. Al contrario, non posso rispondere. […] Per questo, io ho accettato le dimissioni di Aupetit non sull’altare della verità, ma sull’altare dell’ipocrisia. Questo voglio dire. Grazie». 

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Aupetit aveva affrontato l'apertura dell'inchiesta con stoica rassegnazione certo che si sarebbe potuta concludere solo con l'archiviazione del caso. «Ora potrà continuare a svolgere la sua missione pastorale senza alcuna difficoltà», ha dichiarato all'AFP il suo avvocato, Jean Reinhart che ha aggiunto che non ha mai avuto alcuna relazione sentimentale o sessuale con la donna in questione. 

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L'ex arcivescovo di Parigi ormai diventato emerito per colpa di un gossip su un giornale che parlava di una presunta love story (anche quella poi risultata inesistente) con una teologa, aveva ovviamente provato a difendersi e al quotidiano Le Parisien aveva parlato di un complotto contro di lui. «Nulla a che vedere con una relazione amorosa o una relazione sessuale. È un’amicizia. A livello personale, spirituale, siamo sulla stessa lunghezza d’anima. È una bella persona, molto più intelligente di me, che mi aiuta molto a riflettere. Laetitia Calmeyn è molto delicata. Trovo spregevole che venga infangata» 

Aupetit affermava di essere vittima di un intrigo alimentato da alcune «persone»: «delle reti ce l’avevano con me e poi hanno agito. Anche se non ho alcuna prova di ciò. Ho pregato Dio di non instillare amarezza nel mio cuore e ho pregato per coloro che vogliono farmi del male». 

Il prelato ribadiva di non avere mai mentito a Francesco e di avergli parlato. Ciò nonostante il Papa, tornando dalla Grecia, avrebbe avvalorato il gossip riferendo di carezze e massaggi fatti da Aupetit alla sua segretaria. «Penso che il Papa abbia confuso un po’ gli elementi della storia. La mia povera segretaria non ha niente a che fare con tutto questo. Conosco bene suo marito e la sua famiglia. Ho battezzato i suoi nipotini».

All'origine del complotto potrebbero esserci state decisioni impopolari prese da Aupetit, come la «sostituzione del Direttore del Lycée Saint-Jean di Passy, o della chiusura del Centro pastorale Saint-Merry, ho sempre agito di concerto con i miei Consigli diocesani. Ma sono io, come vescovo, che devo assumermi la responsabilità, anche a costo di sopportare risentimento». 

Gli era poi stato chiesto che cosa avrebbe fatto visto che era stato silurato. «Non ho un’idea concreta. Continuerò a servire Cristo e i miei fratelli. Sono libero. Tra due settimane andrò a fare una gita in montagna con l’Associazione per l’Amicizia, che mette in contatto giovani professionisti e gente di strada. A quella associazione dovevo trovare una sede, alla fine sono loro che accolgono me».

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